martedì 16 ottobre 2012

Policoro: presentazione volume di poesia Momenti dell'anima di Carolina Innella

Trasformare in versi il proprio stupore, i propri interrogtivi, il fatto di non dare nulla per scontato, davanti a tutto ciò che accade intorno a sé e nel mondo”.
Per Carolina Innella, laurea in chimica ed attività di ricercatrice al centro Enea-Trisaia, la poesia è una passione che l’accompagna da sempre (tra le “voci” preferite Alda Merini, Maria Luisa Spaziani e Wislawa Szymborska). E proprio dalla Szymborska, Nobel 1996 per la letteratura, recupera una definizione che spiega la sua poesia: “Il mondo, qualunque cosa noi ne pensiamo, spaventati dalla sua immensità e dalla nostra impotenza di fronte a esso, è stupefacente”.
Poesia di “straordinaria e stupefacente normalità” quella racchiusa in “Momenti dell’anima”, la prima raccolta di Carolina Innella (uscita per Archivia da alcune settimane) che verrà presentata sabato 20 ottobre a Policoro nella Biblioteca comunale “Massimo Rinaldi” (nella centrale Piazza Eraclea) con inizio previsto per le ore 18.00.
L’interessante incontro culturale è stato promosso dalle Associazioni “Achernan” e “Presidio del Libro Magna Grecia”, con il patrocino del Comune jonico. Interverranno Angela Delia (Presidente del Presidio del Libro Magna Grecia), Mariantonietta De Michele (Presidente di Achernar), Paola Nifosi (Docente al Liceo Classico di Nova Siri). Le poesie saranno lette dalla stessa Carolina Innella, da Anna Albino e da Francesco Roseto mentre a curare ed eseguire le scelte musicali sarà la violoncellista materana Valentina Fabrizio.
“Momenti dell’anima” pur essendo un’opera prima è sintesi di una poesia matura, sedimentatasi nel corso degli anni e che oggi si propone malinconica e riflessiva (Una silenziosa mesta luna / accompagna la mia notte / in un destino senza tempo, / in un viaggio senza meta) dove nella geofisica dello spazio si cercano le risposte ai mille interrogativi del nostro umano destino ma dove alla fine il Poeta “non trova risposte / e nemmeno parole, / solo inquiete domande / appese al filo del tempo”.
E nel verso che dipana sensazioni del vissuto, che racconta di un eterno viaggiare, assaliti a volte dall’ansia perché il Poeta “vorrebbe terminarlo / questo complicato puzzle / e trovare la parte mancante. // Sarebbe assai bello sapere / se si trova nascosta o sospesa / tra l’essere e il non essere / o tra l’infinito e l’istante”.

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