mercoledì 10 ottobre 2012

Policoro: questa sera si studia la risposta agl incendi

Una serie di episodi criminali che non può essere lasciata passare nell'indifferenza. Così, in attesa della riunione, indetta dal Prefetto di Matera, Luigi Pizzi, per giovedì prossimo del Comitato Tecnico di Coordinamento Interforze cui parteciperanno, oltre al Sindaco di Policoro, anche i Sindaci dei Comuni di Bernalda, Montalbano Jonico, Nova Siri, Pisticci, Rotondella, Scanzano Jonico e Tursi, è la società civile a muoversi. Questa sera alle 19,30 nella sala parrocchiale della Chiesa Madre della Città d'Ercole, associazioni, movimenti, partiti e organizzazioni di categoria si riuniranno per organizzare una grande manifestazione. Un modo per far sentire la voce dei cittadini, di tutta quella gente che vuole vivere in un Paese sicuro e non piegarsi. Un'idea lanciata da Ottavio Frammartino (Policoro è Tua) e Ivano Farina (Ass. Karakteria) che ha immediatamente trovato il consenso e l'adesione di molti esponenti della cosiddetta società civile. Oltre ai due movimenti che hanno lanciato la proposta, ci saranno le associazioni di categoria, come l'Ugl Basilicata, Altragricoltura, movimenti ambientalisti (Legambiente, Trisaia No Scorie), Libera, l'associazione contro le Magie di Don Ciotti. Anche molti partiti della città hanno aderito a cominciare dal Pd, che parteciperà con la segretaria Bice Di Brizio, il gruppo Trenta, con l'assessore Massimiliano Padula, e le civiche Policoro Futura (Gianni Di Pierri), Impegno Comune (Pino Ferrara) e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. E tante sono le adesioni che stanno arrivando, con gli organizzatori che invitano chiunque voglia partecipare perché gli episodi di questi giorni hanno interessato tanti settori della vita economica e sociale, dal tessuto produttivo all'agricoltura, con gli incendi a Scanzano, Marconia e Tursi e gli spari contro l'imprenditore Pascale, dalla sicurezza al lavoro delle forze dell'ordine, con l'auto incendiata a Policoro all'agente di Polizia Pozzessere e a Bernalda a un vigile urbano. Un appello lanciato quindi a tutto il Metapontino, per dire ancora una volta "Basta!"

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