martedì 9 ottobre 2012

Taranto: Ugl "sull'Ilva vigili anche la Regione Basilicata"

“A poche ore dall’ultimatum sul futuro della più grande acciaieria europea, l’UGL Basilicata sente l’esigenza di sollecitare anche le Istituzioni della Basilicata su tale questione per rimarcare che nell’Italsider degli anni 60, oggi Ilva, tra i 12mila dipendenti diretti, senza contare l’indotto, tantissimi sono operai che giornalmente e per anni, pur di non abbandonare le loro famiglie, i loro paesi d’appartenenza, si recano dai paesi del materano verso Taranto ed oggi, la sua chiusura provocherebbe un vero e proprio collasso socio-economico anche per loro”.
E’ quanto dichiarano i segretari provinciale UGL di Matera, Luigi D’Amico ed il regionale Basilicata UGLM, Giuseppe Giordano per i quali, “che le distanze tra azienda da una parte, e magistratura e custodi dall’altra, restino notevoli lo si capisce ma l’UGL Basilicata, a 48 ore dall’ultimatum per avviare le procedure di spegnimento degli impianti, è notevolmente preoccupata. In un momento di grave crisi occupazionale, è impensabile che ancora nel territorio lucano si lascino senza lavoro migliaia di persone, la maggior parte delle quali resterebbe in una situazione disperata e senza alternativa. E’ una prospettiva disastrosa – proseguono i leader UGL -, non solo per Taranto, ma anche per l’economia della Basilicata. Si deve fare tutto il possibile per evitare che questo timore diventi realtà anche se tale vicenda si fa dunque sempre più intricata e complessa. Chiediamo al governatore lucano De Filippo, ed al presidente della provincia di Matera, Stella, di tenere alta l’asticella in cosa si prospetterebbe su tale brutta questione. Il tormentato intrecciarsi di diritto al lavoro e diritto alla salute diventa sempre di più difficile soluzione, ma di certo non può scaricarsi sulle spalle dei lavoratori, che stanno vivendo momenti di tensione davvero insostenibili, e dei cittadini pugliesi e lucani. Vigiliamo – concludono i segretari UGL, D’Amico e Giordano -, la condizione dei lavoratori dell’Ilva ha un’aggravante in più rispetto a quella di altri travolti da una crisi industriale, oggi ci ritroviamo a dare delle risposte ambigue:’nasce prima l’uovo o la gallina?’ ossia, cosa mettere al primo posto, ‘importante il lavoro o la salute’? Certamente i due aspetti devono andare di pari passo perché gli operai, lucani e pugliesi, non vogliono e non possono perdere il lavoro ma neanche la salute”.

(Comunicato stampa)

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