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domenica 22 gennaio 2017

ADULAZIONE DE “IL CORRIERE” A MARCELLO PITTELA PER LA SOSTITUZIONE ETNICA DEI LUCANI

 

Piovono salamelecchi per Pittella su “”, nell’articolo del 18 gennaio “Dateci più migranti”, in Basilicata l’accoglienza non fa paura, dove non si capisce se l’articolista stia facendo informazione oppure adulazione del “governatore” lucano.

Ci sembra opportuno di virgolettare la parola governatore per ragioni umane, prima che politiche. Si, perché Marcello Pittella, definito “illuminato” da “Il Corriere” e dalla politica addirittura “sorprendente” a noi non sembra affatto il governatore dei lucani, bensì degli africani, per di più clandestini.

Tecnicamente il problema dell’incompatibilità principale fra il ruolo di Presidente della Regione Basilicata e di prestanome degli interessi di imprecisate regioni dell’Africa, sta soprattutto nel fatto che Marcello Pittella è stato eletto dai lucani, in Basilicata ed è stipendiato dal popolo lucano.

La Pascucci, autrice dell’articolo di sperticata lode, che sicuramente avrà ospiti nel salotto di casa una decina di clandestini, esultante scrive: “Ne dovevano arrivare mille, ma non bastavano e ne hanno richiesti almeno il doppio”.

Non sa, la giornalista, che Pittella nel momento in cui richiede il doppio di clandestini, lascia scappare, per incapacità politica, il triplo di giovani laureati lucani, costretti ad emigrare per avere la possibilità di lavorare e di curarsi degnamente.

Ancora, l’azione di ruffianeria prosegue con queste parole: “In controtendenza rispetto a tutte le altre regioni italiane, da tempo ho manifestato la volontà del governo regionale di andare anche oltre la quota di riparto nazionale dei flussi migratori”, flussi migratori che sarebbero, a suo dire, “un’occasione di sviluppo per il territorio”, citando le parole dello stesso Pittella.

Un qualsiasi normalista, pur se non brillante in intelligenza e logica, si chiede come mai il “governatore” della Basilicata consideri “occasione di sviluppo” improbabili “migranti”, tutti uomini adulti, di cultura ed abitudini tribali, provenienti da località dove il peso della vite ricade ordinariamente sulle donne, e non sia parimenti benevolo nei confronti dei suoi corregionali: sono forse inferiori i lucani? Hanno degli handicap insuperabili?

Poi finalmente sia Pittella che la sua decantatrice svelano i loro intenti, dietro un insopportabile sofisma che sa più di truffa ideologica che di semplice menzogna. “Sono infatti 2240 i richiedenti asilo in tutta la regione, di cui 185 minori non accompagnati” – afferma – “oltre 44mila migranti hanno un lavoro, al 90% con un contratto. Oltre la metà lavora in agricoltura”.

Dunque l’intento è chiaro: sostituire i lucani con lavoratori a basso costo, dunque nuovi schiavi, che faranno fatica ad apprendere rapidamente i loro diritti, dunque anche ad avvalersene.

Smascherato il primo proposito neocolonialista al contrario se non addirittura schiavista, la truffa ideologica sta nel fatto che essi pretendono di equiparare i già residenti nel territorio regionale, provenienti soprattutto dalle nazioni dell’Est, che hanno le nostre stesse origini sia culturali che religiose, i quali si sono già da decenni ben integrati e contribuiscono onestamente alla lenta SOPRAVVIVENZA di una regione che si spopola per cause politiche. Così serenamente viene anche data una percentuale gravissima: se il 90% dei veri migranti ha un lavoro regolare, sebbene non sappiamo di che retribuzione, il 10% sarebbe uno schiavo? Un lavoratore in nero? Davvero scandaloso che le “istituzioni” si vantino di tali miserie e reati. “Noi abbiamo deciso di ampliare ancor più il nostro impegno per i rifugiati e i richiedenti asilo – aggiunge Pittella – focalizzando tutte le migliori esperienze e le energie regionali e proponendo un approccio sistemico alla materia della migrazione e del diritto di asilo”.

Qualcuno dovrebbe erudire Pittella che il solo 5% è un vero rifugiato, che molti minori si scoprano non essere tali e che il popolo dei lucani, suoi datori di lavoro, gradirebbero davvero col cuore che Pittella dedichi le stesse “esperienze e le energie regionali” anche a chi gli paga lo stipendio e gli consente di vivere ben più che da borghesotto di sinistra.

L’adulazione si conclude con il consueto e stomachevole sponsor al progetto “We are the people”, un progetto carbonaro, i cui punti restano ancora ignoti addirittura alle autorità locali, da cui si evince solamente un dato: Pittella ed i suoi “fratelli” hanno deciso di investire sul territorio nell’intento di sostituire i lucani con gli africani.

Potenza, 22 Gennaio 2017

Francesca Messina, Responsabile Dipartimento Integrazione e Immigrazione FdI-AN Basilicata

martedì 2 febbraio 2016

Pittella indagato per «Corruzione elettorale», tra gli altri 35 vi sono anche Santarsiero (PD) e Mollica (UDC).

pittella

 

La riapertura delle redazioni lucane del ‘Quotidiano del Sud’ ha coinciso con il rilancio di una notizia che getta ulteriori ombre sull’operato del Presidente Pittella e di altri membri di questa X Legislatura come Vito Santarsiero (PD, ex Presidente della Provincia di Potenza ed ex Sindaco del Capoluogo dal 2004 al 2014) e Francesco Mollica (UDC, un abituè del Consiglio Regionale dal 2005).

Questa volta non si tratta dei soliti scontrini o delle magagne sui rimborsi per l’attività politica, bensì di un’inchiesta sul dissesto della città di Potenza che vede in tutto 35 persone iscritte nel registro degli indagati da parte della Procura (anche 2 ex assessori comunali PD, Federico Pace e Giuseppe Ginefraentrambi).

Per il presidente Pittella si parla del reato di «Corruzione elettorale», un reato  che prevede una pena per chi, “per ottenere, a proprio od altrui vantaggio, la firma per una dichiarazione di presentazione di candidatura, il voto elettorale o l’astensione, da’, offre o promette qualunque utilità a uno o più elettori”. Ritorna alla mente una vicenda che non sappiamo se collegata o meno all’iscrizione nel registro degli indagati di Pittella, ma che caratterizzo’ i primi mesi di questa legislatura. Vicenda frutto dei mal di pancia di uno che, pur avendo portato tanta acqua al mulino pittelliano, è attualmente escluso dai giochi e dalle stanze del potere: Nicola Benedetto, rieletto nelle file di Centro Democratico, dopo aver fatto una prima consigliatura per IDV. Erano gli inizi del 2014 quando su facebook si diffuse un documento che attestava un presunto accordo elettorale tra PD e Centro Democratico, documento che vedeva le firme di Pittella, De Filippo, Speranza e lo stesso Benedetto.

presidente

 

Non sono ancora ben chiare le circostanze che avrebbero portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei consiglieri Santarsiero e Mollica,

Si attendono chiarimenti dai diretti interessati; li attendono i cittadini lucani che stamane si sono svegliati leggendo dell’ennesimo interessamento della magistratura all’operato della classe politica nostrana. Fino ad ora solo silenzio, anche da parte del Servizio Pubblico televisivo regionale, che nella edizione del telegiornale delle 14,00 non ha dedicato nessun spazio alla vicenda. Il Re e’ nudo e questo non fa notizia: ma i cittadini attendono di conoscere tutta la verita’. Nient’altro che la verita’.

 

Gianni Leggieri

Gianni Perrino

M5S Basilicata - Consiglio Regionale