Una lunga lettera quella inviata dal sindaco del comune di Pisticci, Vito Di Trani, al Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, all'assessore regionale Attilio Martorano e ai capigruppo del Consiglio Regionale. Il tema è quello del futuro dell'ospedale di Tunchi. "Sabato 4 u. s. - si legge nella lettera - si è svolta, nella Sala Consiliare di Marconia, una pubblica assemblea che ha discusso della struttura ospedaliera di Tinchi di Pisticci, alla luce del nuovo Piano Regionale per la Salute e i Servizi alla persona 2011 - 2014 approvato dal Consiglio Regionale nella seduta del 24 luglio 2012 e per la cui definizione, pur tra innumerevoli audizioni, è mancato inopinatamente l’ascolto del Comune di Pisticci. All’assemblea, indetta dall’Amministrazione Comunale, erano presenti, oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione, l’Assessore provinciale Gianni Rondinone, le forze politiche, le associazioni, il comitato di difesa dell’ospedale di Tinchi.
Alla luce delle risultanze dell’incontro, sono a scrivere alle SS. VV. per chiedere certezze sui tempi di attuazione dell’Ordine del Giorno, per l’Ospedale distrettuale di Tinchi votato e approvato contestualmente al nuovo Piano Regionale.
È appena il caso di ricordare che il piano prevede, per la Provincia di Matera 120 posti letto per la riabilitazione e che, in ossequio alle tante interlocuzioni tra questa Amministrazione e la Regione Basilicata, ai tanti impegni assunti e ribaditi in ogni occasione, è finalmente possibile avviare quel progetto che prevede a Tinchi un riferimento per la riabilitazione. Scelta questa che, da un lato, darebbe seguito agli indirizzi avviati anni fa e concretizzati con cospicui investimenti e, dall’altro, limiterebbe fortemente la migrazione sanitaria verso altre regioni, con evidenti benefici economici per la Sanità regionale. Si aggiunga che tale progetto significherebbe la realizzazione di un polo pubblico della riabilitazione che attualmente è demandato, nella quasi totalità, a strutture private e toglierebbe l’ospedale di Tinchi dall’iniqua condizione che lo vede unica struttura ospedaliera lucana senza posti letto.

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