lunedì 22 ottobre 2012

Policoro: Noscorie Trisaia "purifica" il Greco Mar dal petrolio

Un viaggio, andata e ritorno, in barca a vela, per dimostrare che si può vivere anche senza oro nero, partito da Policoro sabato sera, arrivato a Crotone nella mattinata di domenica per sensibilizzare sui danni che il decreto del Governo Monti, denominato Salva Italia, può provocare al "Greco Mar" eliminando i limiti di distanza dalla costa per le perforazioni. Il rischio è quello di ritrovare nello Jonio una miriade di ecomostri, come è al largo della costa calabrese, dove sono state già realizzate tre enormi piattaforme, dai nomi che fanno sognare (Luna A e Luna B). Così il movimento ambientalista ha messo in atto un gesto purificatore per le acque, quale fonte di vita che non deve essere minacciata da modelli di sviluppo sbagliati creati dall'uomo. "Il nostro intento - ha spiegato Felice Santarcangelo - era quello di far conoscere il mare, le sue economie e la sua naturale bellezza durante le fasi del della notte, dell'alba e del giorno e di far toccare con mano a stampa e istituzioni lo scempio ambientale consumato al largo di Crotone per la presenza delle off shore". Le due barche del circolo nautico Acquarius che sono partite da Policoro, in confronto alle mega costruzioni marine, sembravano piccoli insetti fastidiosi. Eppure far toccare con mano cosa vorrebbe dire affacciarsi dal Balcone dello Jonio e vedere le piattaforme petrolifere è forse uno dei pochi modi per far capire i rischi a cui si va incontro concedendo trivellazioni in mare. Alla manifestazione infatti è stata fondamentale anche la partecipazione degli amministratori. Il viaggio però ha permesso anche una conoscenza che riguarda non solo l'aspetto negativo, ma soprattutto quello positivo, come i delfini che attraversano lo Jonio, le acque limpide, le spiagge incontaminate. Ingredienti indispensabili per un turismo di qualità, definito dagli organizzatori, "il vero petrolio della Basilicata".

Di seguito il messaggio del vicesindaco di Rotondella Walter Lobreglio, dopo l'esperienza vissuta in barca.
""Conosci te stesso": l'esperienza vissuta nelle 22 ore di navigazione ha contribuito ad accrescere la consapevolezza che il senso dell'esistenza
dell'uomo non può prescindere dalla conoscenza dell'ambiente che locirconda.
Il motto socratico fa tutt'uno con il dovere di conoscenza della natura da parte degli uomini che, per potersi conservare, non possono prescindere
dalla difesa dell'ambiente in cui vivono.
Difendere la natura significa difendere l'uomo, in un'epoca in cui il non senso di alcune sue azioni lo intrappolano e lo condannano ad un'esistenza povera, effimera.
Ebbene, il nostro viaggio, la condivisione di un'esperienza unica, ha evidenziato che quel non senso rappresentato dalle piattaforme di Crotone,
si scontra irrimediabilmente col senso della vita di quell'uccellino che ci ha considerato suoi amici e che per questo non ha trovato nessuna difficoltà nel chiederci " un passaggio" verso la terraferma, o di quei delfini che sembravano salutare la nostra presenza in mare,consapevoli che eravamo lì per difendere anche loro, o di quella tartaruga che solcava felice le acque dello Jonio,o dei gabbiani che volavano liberi.....
Ecco, io penso che l'uomo oggi si trovi a dover scegliere cosa difendere:
l'egoismo, il cinismo di un'economia sempre più effimera e caduca oppure se stesso, quel sé che molto spesso non è conosciuto nella sua pienezza? La risposta non è scontata, se analizziamo ciò che accade, se riflettiamo sulla perdita di valori, conseguenza ineluttabile di azioni che, inseguendo il progresso economico a scapito dello sviluppo dell'uomo nella sua totalità, stanno condizionando intere generazioni che non si accorgono che l'uomosta autodistruggendosi. Ebbene, è compito di chi considera scontata la risposta adoperarsi affinché ci sia una inversione di tendenza che non può prescindere dalla conoscenza: amministrazioni, associazioni, intellettuali, religioni, uomini di buon senso hanno l'obbligo di dare il proprio contributoaffinché sia il senso a prevalere sul non senso.
Il nostro è stato un viaggio di piacere, nel senso che abbiamo goduto della natura che ci ospita e che non abbiamo il diritto di distruggere attraverso scelte scellerate a servizio di poteri forti che hanno smarrito ogni principio morale; perché di questo si tratta, di uno sterminio che procede quotidianamente e che viene avallato anche dal diritto, dalla legge.
Ebbene, non fermiamoci, continuiamo e coinvolgiamo tutti in una maggiore attenzione alle problematiche ambientali, affinché la risposta alla domanda diventi scontata; oggi l'opinione pubblica non è certo che stia dalla nostra parte, perché la crisi economica porta molti nella condizione di accettare anche le trivelle per uscire da una condizione di miseria; è opportunotogliere tutti da una condizione di bisogno, offrendo alternative valide ad assicurare uno sviluppo economico compatibile con quello umano.
Grazie a tutti i miei compagni di viaggio a bordo di "Alba chiara" per avermi offerto la possibilità di conoscere!"

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