“C’è già un’Italia, fuori dalle nostre stanze, che è viva, che è bella, che è ricca, che ha voglia di fare le cose. C’è già un’Italia che è pronta ad assumere su di sé la sfida del cambiamento. C’è già un’Italia che è nelle condizioni di poter credere nel domani e non soltanto nel passato. Con questo spirito, da Verona, annuncio ufficialmente la mia, che è la nostra, candidatura alla guida dell’Italia per i prossimi 5 anni e pongo il mio onore – una parola che non va di moda – nel meritare la vostra fiducia, la vostra amicizia, il vostro sostegno”.
Con queste parole Matteo Renzi, sindaco di Firenze, annunciava il 13 settembre la sua candidatura alle elezioni primarie di centrosinistra. Parole che sono riecheggiate nella stazione Leopolda, nel cuore di Firenze, nei giorni scorsi, quando il “rottamatore” ha incontrato i suoi collaboratori, i comitati, i supporters, la gente comune che ha scelto di sostenerlo. Tra i migliaia di presenti, anche i rappresentanti del comitato “Pisticci e Marconia per Renzi”.
Impossibile descrivere il clima, l’entusiasmo, le sensazioni provate durante il discorso conclusivo di Matteo Renzi, accolto con una standing ovation spontanea quanto emozionante. Renzi che si candida con coraggio, a dispetto di tutto, che invita a scegliere il “nuovo” contro “l’usato sicuro”, che racconta un’Italia possibile, a misura di madri e di bambini. Renzi che, come nessun altro, tra i primi punti del suo programma pone la totale abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il dimezzamento del numero dei parlamentari, l’eliminazione dei vitalizi. Perché è proprio il modello di futuro che gli italiani sono chiamati a scegliere domenica prossima.
Nei pochi giorni che mancano alle elezioni primarie, noi, con Renzi, ci sentiamo di rivolgerci a tutto l’elettorato, partendo da quello lucano, lanciando un appello affinchè ognuno si senta coinvolto, recandosi domenica nei seggi allestiti appositamente, per esprimere il proprio voto, per scegliere l’Italia che ci aspetta, l’Italia in cui far crescere i nostri figli. Ignoriamo quanti soffiano sul fuoco dell’antipolitica, sponsorizzando il non-voto. Oggi l’Italia ha bisogno di scelte coraggiose, non di vigliaccheria. E la Basilicata non fa eccezione. Non basta lamentarsi degli attuali governanti, non serve a nulla voltare le spalle generalizzando con un “tanto sono tutti uguali”. Per cambiare le cose, per cambiare le persone, per cambiare il futuro è necessario agire.
Domenica 25 novembre andiamo a votare. E’ facile, non lasciamoci spaventare da chi dice il contrario: basta essere muniti di carta di identità e certificato elettorale. E come dice Matteo Renzi rivolgendosi ad ogni elettore: “Forse ci sarà da fare un quarto d’ora di fila, ma meglio perdere un quarto d’ora oggi che perdere i prossimi 5 anni”.
Rechiamoci a votare, senza paura, tenendo bene a mente l’Italia che vogliamo e ricordando che “noi – citando ancora Matteo Renzi – siamo la più straordinaria novità politica degli ultimi anni, che si muove dentro i confini della politica. Il contenuto più grande che abbiamo, oltre un programma solido ed importante, è che siamo gli unici che possono avere il diritto di cambiare le cose perché non invischiati nella gestione fallimentare dei 20 anni che ci hanno preceduto. Gli unici che possono andare al governo senza presentare giustificazioni. Noi siamo il cambiamento che l’Italia sta aspettando, quelli che possono concretamente voltar pagina nel nostro Paese”. Adesso tocca ad ognuno di “noi”.

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