Non bastavano le istanze di ricerca presentate da Shell e Appenine Energy a far crescere la preoccupazione nel Metapontino per la nascita nel mare Jonio di pozzi di trivellazione petrolifera. Adesso un'altra minaccia arriva da oltre Manica. Ola, Organizzazione lucana Ambientalista, No Triv Mediterraneo e No Scorie Trisaia tornano ad accendere i riflettori sulle estrazioni petrolifere nel mar Jonio. In una nota congiunta le associazioni denunciano “l’incessante assalto da parte delle compagnie petrolifere alla Basilicata”. E la riprova si troverebbe sul Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse del mese di gennaio 2013 dove sono state pubblicate le istanze di ricerca della società Northem Petroleum ltd. Esse riguardano la riapertura del procedimento delle istanze di permesso di ricerca “d 64 F.R.- NP” e “d59 F.R. - NP”, già rigettate nel giugno del 2011, e la riperimetrazione dell’istanza di permesso di ricerca ”d 63 F.R. - NP”. Ma non è finita. Nella le associazioni ambientaliste puntano il dito anche su quanto pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Basilicata n. 3 del 1/2/2013 (II parte), dove figura la procedura di verifica “screening” realtiva alla ricerca di idrocarburi denominato “La Capriola”, in Provincia di Matera. La società del Regno Unito Delta Energy Ltd, domiciliata presso lo Studio Legale Turco a Roma con diramazioni nella città dei Sassi ha inoltrato l’istanza anche ai comuni interessati di Bernalda, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Pisticci e Pomarico su oltre 188 Kmq.

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