Serviranno 10 milioni di euro per ripristinare la viabilità nel tratto tra Pisticci e Craco dove è crollato il ponte. Una cifra che fa presagire al peggio, cioè a un lungo semi isolamento della popolazione della citta fantasma. Così il sindaco Pino Lacicerchia ha richiesto un incontro in conferenza di servizo per il coordinamento degli interventi urgenti per superare lo stato di grave emergenza. Con il crollo del ponte infatti il comune di Craco è in una situazione di semi isolamento. Per accedere ai servizi che prima si avevano in 10 minuti arrivando a Pisticci, adesso bisogna fare un percorso più lungo di oltre 70 km, raggiungendo la Vald'Agri, poi la S.S. 106 e infine tornare indietro verso Pisticci. Una situazione che interessa studenti e lavoratori, che adesso non hanno più neanche il collegamento che prima era effettuato con i pulman della Liscio, con un ulteriore problema per chi deve prendere coincidemze per altri luoghi. Altri problemi riguardano poi, sottolinea il sindaco nella lettera, i rifornimenti di carburante (non ci sono a Craco pompe di benzina, la più vicina era a Pisticci Scalo), i lavoratori che da Pisticci si recavano a Craco per servizi importanti (guardia medica, ufficio postale, scuole, ecc.), e gli agricoltori, preoccupati per l'impossibilità di spostare mezzi pesanti per la prossima campagna cerealicola. La situazione peró più pericolosa e grave riguarda quella del soccorso del 118. Per ambulanze e mezzi di soccorso è impossibile raggiungere da Craco gli ospedali di Potenza e Matera, mentre per arrivare a Policoro si tratta di un viaggio lunghissimo, molto di più se bisognasse arrivare al pronto soccorso di Tinchi. Una situazione pericolosa in caso di malori. Tutte questioni che il sindaco Lacicerchia chiede di discutere e risolvere nel minor tempo possibile, dopo aver individuato alcune alternative, in attesa della ricostruzione del ponte crollato.

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