Sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni, istanze e pareri sul permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato "La Capriola", ricadente nel territorio dei comuni di Pomarico, Bernalda, Montescaglioso, Pisticci e Montalbano Jonico e inerente un'area di oltre 188 Kmq. Alcune associazioni e cittadini hanno presentato le proprie osservazioni e manifestato la propria contrarietà a nuove ricerche di idrocarburi finalizzate alla successiva, potenziale, estrazione in quest'area. Il Forum Ambientalista ha presentato la propria opposizione documentando in maniera dettagliata gli aspetti deficitari (inerenti in modo particolare il mancato rispetto, nella procedura di screening, della normativa Europea) della proposta di Delta Energy Ltd., società britannica con sede a Bringhton. I Comuni di Pisticci, Montescaglioso, Bernalda hanno manifestato in maniera più o meno chiara la propria contrarietà al permesso di ricerca (e alla conseguente estrazione) di idrocarburi. Benché la normativa non preveda il parere tecnico degli Enti locali, ma soltanto quello della Regione e quello Ministeriale (quest'ultimo è tenuto a concedere il permesso definitivo e formale per l'istanza di ricerca di idrocarburi), gli stessi Comuni hanno inteso far giungere il proprio dissenso alla Regione Basilicata e al Ministero competente. Il parere di una amministrazione comunale, infatti, è comunque importante e rappresentativo dei cittadini del territorio interessato all'istanza di ricerca. Purtroppo l'intero Consiglio Comunale di Pomarico, su questa vicenda, ha invece lasciato scadere i termini senza presentare osservazioni o opposizioni di sorta. Complice soprattutto il silenzio dell'opposizione! Quel PD che -nonostante abbia partecipato in silenzioso ascolto la riunione del nascente "Comitato No Triv" di Pomarico attraverso la presenza silenziosa del suo segretario, e quindi nonostante conoscesse la data di scadenza irrevocabile del giorno 18 marzo 2013 per la presentazione delle osservazioni, ha miseramente lasciato scadere i termini di opposizione! Eppure i loro "colleghi" di altri Comuni hanno animato ciò che poi è diventata la posizione ufficiale dell'intero consiglio comunale: il no a nuove ipotesi di estrazioni di idrocarburi!
Probabilmente, mentre in altri Comuni inizia a far breccia il coraggio di far sentire la propria voce alla Regione, a Pomarico ciò non avviene perché tutti assolutamente fedeli alla scuderia di partito. Il Forum Ambientalista denuncia, inoltre, il silenzio della Regione Basilicata che fa finta di opporsi alle nuove istanze di permessi di ricerca, affidandosi alla cosiddetta moratoria bluff (art.37 della L.R. 16/2012) impugnata per incostituzionalità dal Governo Monti presso la Corte Costituzionale, mentre gli uffici del dipartimento ambiente attivano numerose nuove istanze VIA.
La scrivente associazione, consapevole del fallimento della strategia petrolifera sull'intero territorio italiano (proliferano le istanze di permessi di ricerca in buona parte della penisola), volta solamente ad arricchire le multinazionali e a creare scompensi sociali, economici e ambientali sul territorio, ribadisce, anche oltre la validità dei motivi tecnici rappresentati nelle osservazioni fatte pervenire alla Regione, la propria contrarietà alla concessione di nuovi permessi di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi e rilancia, inoltre, la necessità di saldare, in un patto sociale nuovo, tutte le forze singole e associate che si battono sui territori contro le estrazioni e conferma la propria adesione, anche localmente, alla nascita della cellula No Triv di Pomarico, afferente al Comitato No Triv nazionale nato proprio a Pisticci scalo nel luglio scorso. I maggiordomi delle multinazionali dovrebbero tornare ad occuparsi della pianificazione e programmazione delle politiche di tutela del territorio. Ovvero politiche utili alla creazione di nuovo lavoro nella filiera turistico-paesaggistica e agroalimentare, che rappresenta la vera vocazione territoriale insieme al patrimonio archeologico da tutelare. La memoria degli eventi di Scanzano di 10 anni fa dovrebbe far comprendere che il vero potenziale dei lucani è nella capacità di autodeterminare il proprio futuro in casi eccezionali come è quello attuale.
(Comunicato stampa, Forum Ambientalista)

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