Si è svolta quest'oggi,16 marzo a Policoro,alle ore 12 in piazza Heraclea la manifestazione organizzata da altragricoltura per discutere ancora una volta delle problematiche che gli agricoltori del metapontino stanno affrontando a causa del ''saccheggio sistematico dei loro sacrifici''. Dal 2000 ad oggi più di 5000 aziende di piccoli produttori si sono ridotte a meno della metà. Nell'incontro di stamane si è voluto ribadire un concetto essenziale, ovvero la forza dell'unione non solo dei produttori del Metapontino ma dell'intera comunità. Un punto essenziale discusso durante l'incontro è stata l'occupazione che Altragricoltura farà nel prossimo martedi 18 marzo alle 13.00 presso l'azienda agricola di Leonardo Conte a Policoro. Come Gianni Fabbris ha ribadito più volte, l'azienda di Conte è solo una delle tante aziende a rischio. In questo caso particolare però, vi è l'aggravante di un acquisto avvenuto al ''chiuso'' di parte dei beni dell'azienda da parte di alcune figure ancora ignote ma che, facendo richiesta al tribuale, Altragricolura si è ripromessa di rintracciare. Domani stesso, nelle parrocchie sarà letto un appello fatto dagli agricoltori alla comunità, sperando di sensibilizzare la cittadinanza su un argomento che coinvolge tutti indistintamente. Con molta veemenza Fabbris ha sottolineato che nessuno toccherà le terre del Metapontino e che finchè avranno respiro, gli speculatori non riusciranno a vincere,riferendosi a banche,avvocati e cittadini benestanti che hanno approfittato della debolazza altrui. Gli ''sciacalli'', come li ha ribattezzati Fabbris, saranno scovati e costretti a restituire i beni. A tal proposito Altragricoltura si ripropone di ricomprare tali beni organizzando un Gat, un gruppo di accquisto territoriale, e coinvolgendo gli stessi cittadini che potranno acquistare delle piccole quote della proprietà per aiutare un concittadino che versa in grave difficoltà. Per poter attuare tutto ciò l'appuntamente è fissato per martedì alle ore 13.00 quando, dopo una breve colazione, si occupareanno le terre di Leonardo Conte, verrà organizzata una cooperativa che lavorerà e si occuperà del beni dell'azienda che sono intenzionati a difendere con le unghie e con i denti perchè difendere un cittadino significa difendere l'intera comunità. Ha preso in fine la parola lo stesso Leonardo Conte che, visibilmente commosso ha ricordato che le sue sventure cominciarono nel 1993 quando a causa della questione ''afta epozootica'' tutto il suo bestiamo fu abbattuto, dando inizio ad un declino economico e morale dal quale ancora non si è ripreso. Il danno causato allora fu di 255milioni di lire ma nessuno rimborsò mai Conte poichè, come afferma lo stesso Conte, non vi erano documenti che certificassero la reale presenza della malattia nel suo bestiame facendolo precipitare in un baratro di cui ad oggi non si vede ancora la fine. L'appuntamento è dunque per il 18 marzo alle 13.00 per combattere insieme contro gli ''sciacalli'' , "perchè da soli si è invisibili ma uniti si è invincibili!"
(Grazia Rinaldi)

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