martedì 2 aprile 2013

Scanzano J.: vicesindaco Pantano "contro erosione chiesto intervento urgente alla Regione"

Le ultime mareggiate hanno mangiato altre decine di metri di spiaggia, arrivando fino alla strada. Una situazione che richiede di correre subito ai ripari e che preoccupa gli operatori turistici. Le soluzioni non sono semplici e a volte durano solo una stagione. Accuse più o meno velate vengono indirizzate verso la costruzione dei porticcioli turistici quale causa di un cambiamento delle correnti. Tuttavia l’emergenza richiede soluzioni. Per Metaponto si stanno per realizzare delle barriere da posizionare sul fondale mentre Scanzano Jonico non è inclusa nella zona di intervento contro l’erosione costiera. Negli ultimi anni c’è stata una potente accelerazione del fenomeno erosivo che ha divorato interi arenili e lunghi tratti di spiaggia sabbiosa. L’allarme arriva da Terzo Madonna, un tratto di arenile di Scanzano Jonico. L’amministrazione locale, guidata dal sindaco Salvatore Jacobellis, ha già presentato richieste e documentazione alla Regione e al Commissario straordinario delegato per il rischio idrogeologico, Saverio Acito. «Abbiamo chiesto un intervento immediato - afferma il vice sindaco Sante Pantano - per includere Scanzano nell’area di interventi dell’erosione costiera. La situazione è preoccupante e gli operatori balneari giustamente chiedono attenzione perchè la nuova stagione è imminente. Con le ultime mareggiate c’è stato un arretramento notevole del litorale, almeno 40-50 metri. L’acqua è arrivata anche ai parcheggi che abbiamo finito di sistemare. Abbiamo chiesto degli incontri urgenti - aggiunge il vice sindaco di Scanzano Jonico - perché le attività turistiche devono partire subito. Stiamo tenendo alta l’attenzione, la questione è molto seria. Ci aspettiamo che il nostro Comune sia presto incluso tra le aree a rischio idrogeologico». Sul punto, la Confapi di Matera ha chiesto di non disperdere le risorse in mille rivoli. «Sono troppi 105 interventi nell’accordo di programma per la Basilicata - è il ragionamento dell’associazione di piccole industrie -. Frazionando gli interventi si corre il rischio che gli stessi non siano efficaci e che, nascondendosi dietro il concetto della mitigazione del rischio, le risorse siano spese inutilmente. Devono essere immediatamente disponibili per finanziare interventi mirati». Attività sono in corso anche per evitare gli incendi, l’anno scorso disastrosi. «Stiamo tenendo delle riunioni con gli altri Comuni della zona Metapontina - riferisce Pantano - e abbiamo fatto delle precise richieste. Quello che chiediamo è molto chiaro. Devono essere i Comuni ad individuare le zone dove intervenire per la pulizia del sottobosco e per la realizzazione delle fasce tagliafuoco. La presenza sul territorio permette di conoscere meglio quali sono i punti critici. Situazioni come quelle dell’anno scorso non si devono ripetere».


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