mercoledì 12 giugno 2013

Alsia: Incontro "Nuove forme di commercializzazione prodotti BIO e Tipici locali" a Potenza

Si svolgerà a Potenza un presso la biblioteca Provinciale, il giorno 14 giugno alle ore 09.30, un evento INFO FORMATIVO sul Sistema agroalimentare locale e filiere corte opportunità per i prodotti agricoli biologici e tipici, organizzato dall'Alsia.
Lo sviluppo del settore agroalimentare locale è un aspetto di grande interesse, in grado di produrre numerosi benefici economici, ambientali e sociali: garantire maggiore valore aggiunto agli agricoltori, rafforzare le economie locali, ridurre l’impronta di carbonio dell’attività di distribuzione dei prodotti agroalimentari, garantire sicurezza alimentare a livello familiare, garantire ai soggetti con basso reddito l’accesso a prodotti agroalimentari di qualità e a diete sane, sostenere le piccole imprese e la loro redditività ecc.

Vi è un’evidente richiesta di prodotti locali, tuttavia per sfruttare appieno questo potenziale è ancora necessario compiere sforzi considerevoli per avviare e promuovere alternative fattibili alle filiere lunghe e ben consolidate, comunemente associate alle moderne modalità di produzione e distribuzione dei prodotti agroalimentari. In gran parte dei casi i consumatori sono in grado di riconoscere la differenza tra termini <<locale>> e <<regionale>> nel descrivere l’origine dei prodotti, laddove il termine <<regionale>> viene più probabilmente utilizzato per promuovere prodotti agroalimentari a consumatori al di fuori della zona in questione, ovvero ai visitatori e ai turisti al suo interno. Vi sono tuttavia numerosi esempi, in particolare negli Stati membri più piccoli, in cui il termine <<locale>> fa riferimento a ogni prodotto agroalimentare proveniente da quel paese. Definite il settore dei prodotti agroalimentari locali nel vostro territorio in modo tale che sia in linea con il testo locale – potrebbe essere un limite geografico, confini di una determinata caratteristica paesaggistica o la lunghezza della filiera utilizzata.

L’evoluzione di tali reti locali e regionali nell’ultimo decennio ha comportato la necessità che la definizione includesse anche elementi di novità. Dalle vendite nelle aziende agricole, i mercati agricoli e i punti vendita delle aziende, fino agli acquisti online, i gruppi di acquisto collettivo e la distribuzione nei supermercati, il settore ha sviluppato nuove filiere corte, molte delle quali non si affidano più al contatto faccia a faccia tra il produttore e il consumatore.

In tale contesto, la definizione di reti agroalimentare locali e filiere corte non si basa più solamente sulla distanza tra luogo di produzione e luogo di vendita dei prodotti, bensì anche sul numero di anelli della filiera agroalimentare, con l’obiettivo di ridurre al massimo tale numero e laddove l’opzione più breve è rappresentata dalle vendite dirette effettuate dal produttore. In altri termini, per <<filiera corta>> s’intende un sistema che consente di ridurre il numero d’intermediari necessari a consegnare il prodotto finale al consumatore. Più corta e la filiera, più facile diviene mantenere e comunicare l’autenticità e l’originalità dei prodotti in termini d’identità culturale, metodi di produzione tradizionali e origine degli ingredienti.


Tra gli interventi: Michele Moneta UPIBIO, Gennaro Mecca Terranostra Basilicata, Alessandro Ferri GAS Legambiente Potenza, quello delle Organizzazioni di Categoria agricola e dei consumatori. condotta slow food di Potenza.


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