Innanzitutto ringraziamo il consigliere Pino Ferrara per averci risposto. Dovrebbe essere un dirittoelementare dei cittadini ricevere risposte alle domande che la città pone all’amministrazione, ma nell’anomalia policorese diventa un’eccezione meritevole di gratitudine anche la soddisfazione dei principi inalienabili della democrazia. Se pensiamo all’arroganza con cui il sindaco, l’assessore Colucci, gli uffici tecnici, il delegato all’ambiente Lippo cercano di far dimenticare le nostre domande con il silenzio sulla vergognosa questione del WWF e delle ruspe in area protetta, non possiamo non sottolineare, con stupore e speranza, il raro barlume di democrazia con cui si è distinto dal resto della maggioranza il Presidente della Commissione Affari Generali, Pino Ferrara.
Lo ringraziamo anche per aver ammesso, di fronte all’evidenza dei fatti, che diciamo la verità quando “accusiamo l’amministrazione di aver finanziato solo il terzo progetto qualificato” (lo scivolo per barche a mare) del concorso di idee “Partecipo anch’io”, anziché seguire la graduatoria dei vincitori.
Ferrara però, nel suo comunicato stampa, sminuisce il nostro ruolo di “sentinelle del territorio” additandoci come quelli che “si ergono a paladini della giustizia” e che devono cercare il male anche nelle migliori iniziative del Comune. Egli giustifica la priorità data al terzo progetto a discapito degli altri e della regolarità dell’intera iniziativa del concorso di idee, erroneamente denominato “Bilancio Partecipato”, alla donazione da parte di una ditta policorese di 4 copponi, utili alla realizzazione dello scivolo e al fatto che, trovandoci nel periodo estivo, lo scivolo per le barche, donato all’associazione Rosa dei Venti, rappresentasse l’urgenza.
Queste motivazioni ci sembrano un’improvvisazione e una scusa burocratica per coprire un errore politico ed etico. Per carità, sono legittime dal punto di vista dell’amministratore che deve difendere il suo operato, ma non veritiere e non eticamente esaustive dal punto di vista di quei cittadini che hanno espresso un voto durante il concorso di idee, convinti di dover stabilire le priorità sulle realizzazioni dei progetti. Innanzitutto la motivazione della donazione da parte della ditta Antares diparte del materiale di costruzione (4 copponi), tra l’altro già presente nella determina n.754 del 5/5/2013, rappresenta sicuramente una buona notizia, ma non può essere considerato un fattore che può incidere in maniera determinante sulle priorità: se è per questo il progetto Piedibus (secondo classificato), trattandosi di una proposta che si basa principalmente sulla disponibilità volontaria di cittadini e associazioni, possiede già tutto il materiale umano necessario alla realizzazione del progetto. Come anche la motivazione della stagione estiva, addotta a giustificazione da parte di Ferrara sull’urgenza di costruzione dello scivolo a mare non presenta un dato credibile né dal punto di vista etico-politico, né da quello tecnico e burocratico: i tempi ridotti (anzi quasi immediati) per finanziare e realizzare uno scivolo per le barche, non sono paragonabili ai tempi ben più lunghinecessari per espletare il bando, mettere in bilancio, finanziare e realizzare il progetto, primo classificato, che prevede la dotazione alla scuola elementare di lavagne LIM o ai tempi necessari per pianificare, organizzare volontari e turni, apporre cartellonistica idonea, ecc. per realizzare il progetto Piedibus, secondo classificato (progetto che prevede l’ accompagnamento e ilprelevamento a piedi dei bambini delle scuole). Siamo a metà giugno, la scuola inizia a settembre; se ci fosse stata la reale volontà di realizzare per tempo i primi due progetti, l’amministrazione avrebbe già iniziato ad occuparsi della loro progettazione e della loro messa in opera, dal momento che due mesi sono anche pochi per portarli a termine. Se anche i tre progetti, o magari i primi 10, i primi 20, avessero trovato uguale impegno da parte dei nostri amministratori e fossero stati affrontati contemporaneamente, noi non avremmo avuto nulla da eccepire. Purtroppo non è stato così e il problema di fondo del metodo con cui è stato approntato questo concorso di idee, erroneamente denominato “Bilancio Partecipato”, è generato in realtà dalla vera piaga culturale e politica che impedisce lo sviluppo e la garanzia dell’uguaglianza dei diritti a Policoro e in Basilicata: la scarsa attenzione al rispetto delle regole da parte di chi detiene il potere e la conseguente crisi etica e culturale che sostituisce alle leggi uguali per tutti, la cultura dell’ “amicoin comune” e che genera divisioni, discriminazioni e favoritismi.
Il consigliere Ferrara aveva esordito il suo comunicato stampa dicendo: “Se l'opposizione, anche quella extra-consiliare, si erge a paladina della giustizia e grida allo scandalo, anche quando il Comune lavora per il bene della comunità, o allora io non ho capito cosa vuol dire amministrare, o certa opposizione farebbe bene a leggersi tutte le carte e non solo quelle ad essa più gradite.”
Noi concludiamo il nostro comunicato stampa dicendo semplicemente che noi abbiamo letto tutte le carte, anche quelle a noi non gradite. Invitiamo per tanto il consigliere Ferrara a riflettere su cosa voglia dire veramente amministrare per il bene della comunità.(com.stampa)

Nessun commento:
Posta un commento