domenica 24 novembre 2013

D'Armento (FdI) sui "Trenta"



20131124-192943.jpgVoglio esprimere, dopo aver visonato la conferenza tenutasi venerdì, il mio pensiero sui Trenta : e’ un gruppo che sin dalla costituzione ho seguito con simpatia e con attenzione, con l’entusiasmo trasmessomi dall’amico Giorgio Santoriello. Il “fare” dei Trenta propone un modo di far politica paradossalmente originale , che sento affine al mio, perche’ genuino in un panorama politico nel quale di genuino c’e’ ben poco: purtroppo l’originalita’ e la straordinarieta’ , oggi, stanno nel perseguire coerenza d’azione, nell’ ascolto attento dei cittadini e nell’aderenza ai problemi del territorio, cosa che dovrebbe essere ordinarieta’ ma cosi non e’.
Il dato certo e’ che I Trenta non sono piu’ un esperimento audace ma una consolidata realta’ virtuosa: forti di eccellenti individualita’ con ottime competenze settoriali operano nel segno della concretezza amministrativa, capaci di serrato e proficuo dialogo con il gruppo dell’ottimo Ferrara, puntuali nella condivisione pubblica e nella comunicazione al cittadino: questi gli ingredienti del successo. Saggio e lungimirante fu Rocco Leone a puntare sui gruppi civici sin dalla campagna elettorale eliminando dal palco , al ballottaggio, sia le bandiere del PDL che la compresenza di personaggi bocciati e sorpassati come Viceconte e Latronico, ormai necrofori politici: lo sfacelo non solo politico ed elettorale ma anche amministrativo che, soprattutto nel materano, si accompagna al marchio defunto del PDL ne e’ prova inconfutabile.
Il falso rinnovamento continuamente gridato e mai realizzato dal PDL e’ stato invece lanciato, costruito e portato ad effetto da Leone attraverso le responsabilita’ amministrative sapientemente delegate ai Trenta: per un politico di elevato spessore come il Sindaco di Policoro l’ex-PDL rappresenta solo una pozzanghera infangata che ne reprime gli sforzi e ne reprimera’ anche la naturale marcia verso perimetri piu’ ampi: ci credo che e’ depresso.
L’ essere oggettivo mi impone di esprimere la mia unica riserva in merito alla fucina “Trenta” : l’esportazione del progetto su scala regionale , pur auspicabilissima, e’ utopistica . Non certo , sia chiaro, per la bonta’ del modello “Trenta” , modello encomiabile, ma per il panorama in cui esso viene ad essere proposto: la Basilicata e’ una terra politicamente devastata . In Lucania le Amministrazioni politiche raramente sono laboratori di benessere per la collettivita’ , quasi sempre sono bastioni di perpetrazione del potere perverso del sistema Basilicata , trasversale a PD ed ex-PDL, che ha portato la nostra terra al collasso socio-economico ed ambientale .
Il terreno non e’ fertile e non vedo, purtroppo, intorno a noi politici e uomini del calibro di Leone, capaci di “far da chioccia” e garantire non solo innovazione ma soprattutto maturazione dell’innovazione: si guardi, ad esempio, alla vicina Nova Siri dove Latronico e Santarcangelo hanno usato “ex-giovani” come me e Pancaro solo per verniciare di “fresco” la lista e creare l’attrattiva elettorale dell’innovazione, per poi “cestinarli” impunemente nel momento in cui hanno messo in campo con veemenza la volonta’ di innovare il modo di amministrare.
Sperando di poter essere quanto prima smentito , in merito alla mia riserva sul possibile ampliamento del “brand”, dal corso politico futuro, auguro sempre maggiori risultati e soddisfazioni a questo prestigioso gruppo di amici: grazie “Trenta” !
Giuseppe D’Armento
Direttivo Comparto Difesa e Sicurezza di Fratelli d’Italia
Consigliere comunale di opposizione ( FdI) di Nova Siri

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