mercoledì 4 settembre 2013

Policoro è tua chiede il ritiro del bando dismissioni locali via Roma



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Chiediamo all'aministrazione comunale di Policoro di ritirare il Bando per la dismissione dei locali in Via Roma.
Che fosse un'amministrazione con una vocazione anticommercianti con una predisposizione a vessare le attività

produttive , lo avevamo denunciato un anno fa con l'approvazione del bilancio , non solo per gli aumenti sconsiderati delle tasse , ma anche per non aver accettato una serie di proposte di investimenti infrastrutturali per la zona artigianale.

Oggi abbiamo un'ulteriore conferma di quando da noi testimoniato . Basta leggere il bando della vendita degli immobili in via Roma per capire l'accanimento di Leone e i suoi prodi contro gli agonizzanti commercianti , vessati dalla crisi ed aggrediti da un'amministrazione che prima li ha spremuti come limoni con l'imu , sta pensando di salassarli con la Tares , intanto almeno a quelli di via Roma , con un provvedimento per far cassa li ha messi all'angolo , mettendo alcuni nella disperazione altri probabilmente nelle mani dell'usura.

Questo grido di dolore , di chi oggi riesce con fatica a pagare le spese per potarsi a casa il pranzo e non è detto che ci sia anche la cena , è stato lanciato dalla confesercenti , che oltre a evidenziare la stranezza di un bando pubblicato sotto ferragosto con scadenza il 13 settembre , dice che non ci sarebbe il tempo necessario per aprire uno straccio di mutuo ne una fedejussione , se non con qualche usurai disponibile , oltre a contestare l'esorbitante richiesta in un momento di grave crisi .Nel merito anche lo stesso bando è sbagliato ed ingiustificato , in quando il prezzo di mercato richiesto come base dell'asta e differente da quello quantificato dal comune nelle zone parallele , che si aggira a 1,200.000 a mq invece dei 1.700.000 da questo bando , provocando non solo un ingiusto arricchimento ma prefigurando una vera vezzassione nei confronti dei commercianti.
Eppure l'amministrazione potrebbe fare cassa , incassando i soldoni degli onerii scadute da memore tempo , ma la logica è sempre la stessa , fottiamo i poveri e non tocchiamo i ricchi e i potenti , perche oggi i veri poveri e i precari sono proprio loro , i commercianti ed i piccoli artigiani che stanno pagando il prezzo più alto di questa crisi , ma vallo a fare capire a questi amministratori della zona VIP e della movida.

Policoro è Tua in base a queste considerazione chiede l'immediato ritiro del Bando , in alternativa la sua riformulazione che tenga conto delle considerani qui espresse sul costo unitario nel rispetto della legge , della legalità e imparzialità.

Ottavio Frammartino
Portavoce Policoro è Tua

Colobraro: ultimo appuntamento per le magiche serate



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ULTIMO APPUNTAMENTO PER LE MAGICHE SERATE
DAL 5 ALL’8 SETTEMBRE SI FESTEGGIA LA MADONNA DEL BOSCO IN LOCALITÀ SIRIANNI

Si chiude questa VII edizione di “Magiche serate a Colobraro” con i festeggiamenti della Madonna del Bosco. Si svolgeranno in località Sirianni, dove si estende un’area boschiva di circa 200 ettari e sono promossi nonché organizzati, come è consuetudine, dalle famiglie Gialdini e D’Oronzio. Questo perché la festa in questione ha una sua origine molto particolare.
La contrada Sirianni si trova ai confini con il territorio di Santarcangelo, a poco più di 800 metri slm, a circa 12 km da Colobraro, deviando dalla SP che collega questo centro a Tursi e seguendo attentamente la segnaletica. Su un terrazzo dal quale è possibile spaziare sulla valle del Sinni, diga di Senise compresa e sulla Valle del Sarmento, è situata la piccola chiesetta.
Le origini di questa festa, infatti, riporta il prof. Michele Crispino nella sua monografia su Colobraro e facendo riferimento alle informazione del prof. Felice D’Oronzio, “risale alla fine del secolo scorso, allorché la signora Carmela Gaudio, madre di Giovanni Gialdino, fece costruire nel terreno di sua proprietà una Cappella da dedicare alla Madonna del Carmine. Detta signora volle onorare in questo modo la Vergine perché prendesse sotto la sua protezione la località Sirianni e le terre circostanti; intendeva così contribuire alla diffusione della fede mariana, offrendo agli abitanti delle zone rurali vicine la possibilità di recarsi alla cappella per chiedere la benedizione nel duro lavoro dei campi”.
Il programma prevede per giovedì, venerdì e sabato, a partire dalle ore 19.00, momenti musicali e soprattutto con degustazione dei prodotti locali. Per sabato 7, alle 17.00 avrà inizio la veglia di preghiera, mentre per domenica 8 si inizia alle ore 10.00 con la celebrazione della Santa Messa ed alle ore 11.00 processione con accompagnamento del Concerto bandistico “M.E. Carafa-Città di Colobraro”. Dalle ore 13.00, sarà in funzione il servizio ristorazione (menù tipico delle antiche feste contadine), mentre nel pomeriggio classico intrattenimento musicale a partire dalle ore 16.00.

martedì 3 settembre 2013

L'on Latronico accoglie l'invito del Papa alla giornata di digiuno e di preghiera per la Siria



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“Non si puo’ non raccogliere l'accorato appello di Papa Francesco che ci coinvolge e responsabilizza”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (Pdl) annunciando la sua decisione di aderire al digiuno per la Siria. " Mi auguro che la sua invocazione di pace possa trovare la giusta accoglienza nelle coscienze dei responsabili internazionali. Per questo aderisco alla giornata di digiuno e preghiera convocata per sabato 7 settembre, secondo le indicazioni del vescovo della mia diocesi di Tursi - Lagonegro”.

Policoro: Sistema-turismo verso una domanda nuova ed esigente



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ESTATE 2013:
POLICORO CONFERMA LA CENTRALITA’ DELL’AREA



“Centralità nell'area e promozione con l'area: è l'obiettivo ricercato e raggiunto per il 2013 da parte dell'Amministrazione Comunale di Policoro”. A dichiararlo, in una nota, il Sindaco della Città di Policoro, Rocco Leone, e l’Assessore al Turismo Massimiliano Padula. “Nel 2013 ci siamo posti l'obiettivo di fare il primo grande passo verso un sistema-turismo che deve affrontare le nuove esigenze che il mercato richiede: i meccanismi del settore stanno diventando sempre più diversificati e devono rispondere a richieste di visitare, muoversi, vivere un’esperienza o trovare le tipicità eno-gastronomiche”. La vocazione turistica della nostra città – proseguono gli amministratori - non può passare esclusivamente su una rendita architettonica, storica e ambientale, tutti valori eccellenti: il fattore sul quale fare leva in questa prima fase principalmente è il lungomare”. “Con l'apertura di nuove attività, dove l'assegnazione dei posteggi ha premiato la diversificazione – continuano Leone e Padula - si è reso il lungomare di Policoro centro vitale dell'intera area metapontina, attivo quasi 24 ore al giorno con diversi tipi di fruitori durante le ore diurne e serali, tanto da dover chiedere all'azienda che gestisce il servizio bus di prolungare le corse fino alle 2,00 di notte”. “Ma essere centrali nell'area – rimarcano gli amministratori - vuol dire anche mettere insieme tutto in un unico prodotto: la promozione del nostro territorio è un mix di fattori che vanno messi a sistema per arrivare ad un prodotto da vendere nel suo insieme, dove le ottime esperienze di Colobraro e Valsinni, i bellissimi paesi di Tursi, Rotondella, ecc. si racchiudono nell'offerta di un territorio completo con i borghi, la natura, il mare e la cultura: al centro di quest'area si colloca Policoro, che rappresenta il centro vitale dal punto di vista archeologico, ambientale e commerciale”. “Grazie alla apertura dell'Infopoint e la messa in rete dei Comuni del Metapontino - Basso Sinni – concludono Leone e Padula - abbiamo iniziato le operazioni di promozione in comune effettuate durante tutte le settimane della stagione e all'interno di tutti i villaggi e strutture turistiche”.

Pisticci: necessità interventi al Fosso La Guardiola



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Comune di Pisticci , Assessorato Agricoltura & Ambiente - Comunicato

In una lettera inviata il 29 agosto u.s. al Dipartimento Regionale delle Infrastrutture, al Commissario Straordinario per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, all’Autorità Di Bacino, al Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, al Consorzio ASI di Matera e alla Prefettura, l’Assessore comunale all' Agricoltura e Ambiente, Dr. Grieco Pasquale Domenico, evidenzia la situazione provocata dai nubifragi che si sono verificati nei giorni 20, 21 e22 Agosto 2013 presso il Fosso La Guardiola, nei pressi del fiume Basento.
Scrive l’Assessore: “nei giorni 20, 21 e 22 agosto 2013 il fosso in oggetto ha esondato e l’acqua ha invaso le aree circostanti e alcuni fabbricati presenti. Ad oggi, come si evince dalla documentazione fotografica, e così come dettagliatamente evidenziato nella Nota in oggetto del 10/10/2012, nessuna attività di pulizia e manutenzione del fosso è stata effettuata. Il fosso per un tratto di circa 1,2 km è totalmente pieno di limo e vegetazione che ostruisce il passaggio dell’acqua determinando la rottura in più punti degli argini e di conseguenza la sua fuoriuscita. Inoltre, la notevole presenza di limo e di vegetazione impedisce il normale funzionamento delle
valvole basculanti (Caplet) presenti nel punto di confluenza del fosso nel Fiume Basento”.
Preoccupato dello stato in cui versano i luoghi, l’Assessore conclude: “Tanto premesso al fine di prevenire e quindi fronteggiare in tempo utile le piogge invernali, evitando danni sia alle persone che alle attività agricole, si chiede, a ciascuno per la parte di propria competenza, di procedere agli interventi di pulizia e manutenzione del fosso. All’Autorità di Bacino della Basilicata si chiede se il fosso in oggetto è stato inserito negli appositi programmi di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio rivenienti dall’attività di Polizia Idraulica (art. 32 delle N.T.A)”, ed allega alla missiva rilievi fotografici e planimetrici della zona.

Castellaneta: Schianto contro un albero. 19enne materana in coma, feriti altri tre ragazzi del materano



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E’ finita in coma irreversibile la ragazza di 19enne rimasta coinvolta nell’incidente accaduto nella mattinata di domenica al bivio sulla provinciale 15 che collega Castellaneta a Castellaneta marina. Feriti anche altri giovani, in condizioni stazionarie La Peugeot 206 sulla quale viaggiavano in quattro al ritorno, probabilmente, da una serata in discoteca, avrebbe perso il controllo in curva uscendo fuori strada. Inevitabile lo schianto contro un albero d’ulivo. La zona è quella di Contrada Gaudella. Sono subito apparse gravissime le condizioni della 19enne, ricoverata nella sala rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. La giovane lotta tra la vita e la morte. (trm)

Anche i nani di Biancaneve vantano diritti sul petrolio-catrame Lucano



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Dopo Terlizzese anche i nani di Biancaneve potrebbero vantare diritti sul catrame lucano

Prima Profumo (consigliere ENI), Recchi (Presidente ENI), Tabarelli (Presidente Nomisma Energia), ora Terlizzese (Unmig) ,tutti vogliono estrarre il catrame lucano, sventolando investimenti, e le sempre solite royaltes trite e ritrite del lungo periodo . Tra un po’ anche i simpatici personaggi dei cartoni animati dei nani di Biancaneve (minatori di professione) potrebbero vantare diritti sul catrame lucano, ma loro per fortuna a differenza di altri sono generosi e altruisti fosse per il solo motivo che piacciono tanto ai bambini. Per un attimo i giornali ci hanno propagandato (dopo la pessima figura rimediata dai parlamentari lucani sulla card carburanti) altri miliardi dal petrolio e nuove infrastrutture da petrol-catrame come l’alta velocità da Potenza o le strade trasversali ai promontori lucani. Il solito quotidiano bluff della stampa desolforizzata sull’arricchimento da catrame. Non siamo diventati una colonia dei petrolieri e siamo ancora in Italia, qui paghiamo le tasse e le infrastrutture ci toccano di diritto e non sono una concessione sull’estrazione del petrolio. Né tantomeno dobbiamo distruggere una regione e il suo futuro per aspettare imposte che dovrebbero andare nelle casse dello stato, per poi essere concesse ai lucani, per il semplice motivo che il nostro PIL sostenibile produce più tasse nel tempo di quello del petrolio a termine. Il sottosuolo non è proprietà privata di qualcuno e in democrazia tocca alle comunità locali deciderne il futuro che in nessun modo può essere messo in discussione da politici, partiti, multinazionali e burocrati. Prima del catrame i lucani e gli italiani devono difendere la risorsa strategica nazionale costituita dei bacini idrici lucani, che soddisfano milioni di persone e intere economie in Basilicata, Puglia e Calabria .

Se siamo arrivati purtroppo a tanto, è perché in Basilicata la politica locale redige con il governo accordi a perdere come il memorandum sulle estrazioni del petrolio. Sicuramente i Latronico, i Viceconte, i De Filippo, i Pittella o i Mattia non avrebbero mai venduto casa propria o il proprio terreno in virtù di una promessa di pagamento. L’hanno invece fatto con il memorandum impegnando con un accordo per un futuro di benefici senza data la proprietà dei lucani che in quest’operazione non sono stati minimamente coinvolti, come accade in una regione democratica con i referendum e gli strumenti consultivi. Un accordo vuoto di benefici reali e certificati che invece promuove lo sfruttamento del sottosuolo per opera delle compagnie petrolifere. A chi giova ulteriori accordi del memorandum quando i trenta denari delle royalites frutto delle estrazioni petrolifere, costituiscono appena circa il 3% del bilancio regionale, quando in realtà ne abbiano perso circa il doppio (6%) in fondi UE per infrastrutture reali e posti di lavoro per le imprese a causa del Pil drogato dalle estrazioni petrolifere che hanno fatto diventare la Basilicata, una regione ricca quando in realtà è la più povera d’Italia (Istat 2011).

Nessuno gioirà in Lucania sig. Terlizzese per le infrastrutture petrolifere e o l’oleodotto più grande d’Europa o per i bilanci delle compagnie petrolifere se tutti questi investimenti sono un pericolo per l’acqua, le economie locali e o il PIL reale e vero che invece i lucani perderebbero a causa delle estrazioni petrolifere. Ad ogni modo il movimento No Triv vuole vederci chiaro su alcuni aspetti. In effetti, è possibile ed è legittimo che Terlizzese in virtù della sua funzione nell'ambito dell'Umnig possa assumere una posizione così chiara e netta a favore delle estrazioni del petrolio? La questione merita di essere chiarita per capire quali sono le funzioni, i ruoli istituzionali di questi signori che annunciano soddisfatti di essere favorevoli all'estrazione di petrolio per capire se tali affermazioni possano essere in contrasto con le funzioni svolte in ambito a enti pubblici e ministeri a tutela dell’Ambiente e del Territorio che dovrebbero operare con imparzialità e terzietà. E' possibile parlare di terzietà e imparzialità quando si proclama a mezzo stampa di essere favorevoli ad incrementare lo sfruttamento del territorio???

Policoro: Legambiente, conclusa campagna 'Providune'



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Oggi, 31 agosto 2013,il Circolo LEGAMBIENTE di Policoro annuncia la chiusura della campagna di sensibilizzazione ai turisti del progetto PROVIDUNE. L’azione LIFE/NATURE che rientra nel Progetto PROVIDUNE della Provincia di Matera, insieme ad altre due province,Cagliari e Caserta, ha promosso azioni di salvaguardia ambientale a favore delle dune costiere.
Nel mese di luglio e di agosto, i giovani volontari del circolo locale, promotore del progetto in loco, hanno incontrato tantissimi turisti e sono stati distribuiti più di 10.000 pieghevoli informativi,direttamente sulle spiagge, sul lungomare, parcheggi, bar, fermate autobus, strutture balneari, villaggi, camping, case estive, alberghi, ristoranti, commercianti ambulanti,etc…….
Ad ogni turista sono state date informazioni utili per determinati comportamenti da assumere sulla spiaggia per non maltrattare il paesaggio dunale, come non abbandonare rifiuti, non sradicare piante,etc…,inoltre,i volontari hanno informato la gente sulla bellezza dei nostri luoghi, in particolare la zona relativa al Bosco Pantano di Policoro e la Foce del Fiume Sinni.
Riteniamo d’importanza fondamentale questa sensibilizzazione perché, grazie a ciò, si sono ridotti i casi di vandalismo sulle dune come l’estirpazione selvaggia dei bulbi del pancratium maritimum, comunemente chiamato giglio di mare, dove, molti turisti, per ignoranza, ogni anno pensavano di trapiantarli nei vasi delle proprie abitazioni oppure raccoglievano fasci di gigli per adornare le proprie case. Certo non è stato facile per i volontari far capire ai turisti l’utilità di questa particolare vegetazione, però, alla fine, hanno approvato e si sono anche loro convinti che i luoghi devono essere rispettati se vogliono ritrovare la bellezza del paesaggio anche negli anni prossimi.
Comunque, anche q sulle spiagge, anno dopo anno.
uest’anno, l’attività di sensibilizzazione durante la stagione estiva, è stata comunque partecipata sia dei turisti che dai cittadini locali, ma non sono mancate le lamentele per la poca attenzione rivolta verso il patrimonio dunale. A tal proposito, l’associazione Legambiente, ha presentato un progetto di “adozione delle dune”, gratuito, già dal mese di maggio, agli enti istituzionali Regione,Provincia e Comune per valorizzare questo patrimonio naturale perché troppo trascurato, è possibile leggerlo sul blog del circolo (legambientepolicoro.blogspot.it), purtroppo, nonostante l’interesse di tutti per il progetto, ancora non si è concretizzato.
Ci auguriamo, che dalla sensibilizzazione si possa passare ai fatti , come non utilizzare i mezzi meccanici sulle dune perché non tutti sanno, soprattutto alcuni proprietari di stabilimenti balneari oppure gli amministratori, che lo sradicamento della vegetazione dunale, oltre a eliminare bellezza, favorisce l’erosione costiera, quindi, non bisogna lamentarsi quando la spiaggia scompare. Inoltre, ci appelliamo, al buon senso di chi ci governa, affinchè le concessioni ai privati non aumentino ai danni delle dune costiere, oltre che per i cittadini, i quali perdono spazio sulle spiagge, anno dopo anno.

Metaponto: Erosione costa, al via lavori per realizzazione 7 scogliere sommerse



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-Per il fenomeno dell'erosione costiera sulla costa jonica materana, a Metaponto Lido saranno realizzate sette scogliere sommerse con massi naturali ed artificiali per proteggere un tratto di litorale di circa 1600 metri. La Regione Basilicata ha consegnato oggi i lavori alle ditte aggiudicatarie - ''Valori Scarl'' di Roma (capogruppo) e ''Sub Technical Edil Services'' di Mola di Bari (mandante) - per un importo di circa 1,9 milioni di euro. Le opere sono previste dall'accordo di programma tra il ministero dell'Ambiente e la Regione Basilicata e dovranno essere ultimate, secondo i tempi fissati in sede di gara, entro 297 giorni. Le barriere saranno posizionate a circa 150 metri dalla battigia, avranno una lunghezza di 140 metri e saranno intervallate da varchi larghi 75 metri.
La sommita' delle scogliere sara' realizzata con massi artificiali che saranno posti in opera su un nucleo di massi naturali. Nei sei varchi tra le barriere saranno realizzati interventi di armatura del fondale marino per evitare problemi di escavo dovuti alle variazioni delle correnti. A prosecuzione delle testate delle scogliere e per una lunghezza di 15 metri e' prevista la posa in opera sul fondale di geogriglie su cui sara' disposto uno strato di massi naturali. Alle due estremita' delle barriere saranno posizionati pali di segnalamento marittimo luminoso. Il progetto prevede inoltre il ripristino del canale dell'idrovora del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto. La realizzazione dell'opera sara' effettuata esclusivamente via mare attraverso un motopontone dotato di gru per carico e scarico del materiale.(Adnkronos)

Trenitalia, dall’Alto Jonio in littorina sino a Taranto. Solo da qui treni dignitosi per il Nord



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Trenitalia, nonostante i solenni impegni assunti dal governo regionale, continua imperterrita a penalizzare le popolazioni della costa jonica che restano letteralmente appiedate al punto che, per poter fruire di un trasporto ferroviario dignitoso, devono prima raggiungere la città di Taranto per poter salire sui treni che poi raggiungono il centro-nord dell’Italia. In pratica, per i calabresi della fascia jonica, è come se l’Italia iniziasse e finisse a Taranto. Ma per arrivarci nella città pugliese, partendo da Reggio Calabria e dai piccoli e grandi centri disseminati lungo lo Jonio, c’è da sopportare un vero e proprio calvario. Ore e ore di viaggio su un treno-finto, che assomiglia ad un girino, con una testa grande costituita dalla locomotiva e da un corpo piccolo, fatto di due sole carrozze. Un treno che viaggia su un unico binario ed a gasolio, a dispetto di una linea elettrificata mai andata a regime. Un treno che, come riferiscono le cronache quotidiane, spesso e volentieri si ferma per guasti e spesso, per indisponibilità di locomotori alternativi, viene sostituito, come è già successo alcune volte, dalle ormai cadenti e sferraglianti littorine ALn366 che ormai sono diventate la spina dorsale del trasporto regionale in Calabria.
A dispetto di quanto aveva promesso l’assessore regionale Fedele, che aveva garantito il ripristino da giugno di almeno due dei treni inter-city-notte a lunga percorrenza, attualmente le popolazioni dello Jonio, dopo aver fatto tappa a Taranto, possono raggiungere solo Milano e Bologna. Se invece, viaggiando di notte, vogliono raggiungere il Piemonte ed in particolare Torino, dove risiedono tantissimi calabresi, devono sottoporsi ad un ulteriore cambio-treno, questa volta a Bologna e niente meno che alle 4.30 del mattino, oppure raggiungere prima Milano e poi continuare per altre due ore per raggiungere il capoluogo piemontese, con un tempo complessivo di oltre 20 ore e dopo aver effettuato ben due cambi, mentre una famiglia, con al seguito molti bagagli e magari anche bambini/anziani, preferirebbe effettuare meno cambi possibile, anche se a scapito del tempo di percorrenza. Registriamo quindi che ancora una volta come la ferrovia di oggi sia decisamente lontana dalle reali esigenze di alcune tipologie di viaggiatori ed sia invece interessata quasi esclusivamente ad accontentare l’uomo d’affari, il manager, che si sposta da solo e senza bagagli, relegando al trasporto su gomma quell’enorme fetta di popolazione italiana-emigrante e non, che nei periodi festivi ed in quelli estivi come quelli attuali, si sposta da nord a sud per trascorrere le proprie vacanze. Strano ma vero: la forbice pubblica è stata implacabile solo con i treni della fascia jonica: rami secchi da recidere per migliorare la mobilità laddove forse ce n’è meno bisogno.(paese24)