giovedì 4 settembre 2014

LEONE E LAURIA SU INTERROGAZIONE PD SU ASSISTENZA SOCIALE PROFESSIONALE:

“IL COMUNE HA AGITO NEL PIENO DELLA LEGITTIMITA’ DEGLI ATTI”
“Il Comune di Policoro, ancora una volta, ha agito nel pieno della legalità, dimostrando con i fatti che la strada intrapresa era l’unica legalmente percorribile per la salvaguardia di un settore delicato e fondamentale come quello del Servizio Sociale professionale”. E’ quanto affermano, con una nota congiunta, il Sindaco della Città di Policoro, Rocco Leone, e l’Assessore alle Politiche Sociali, Livia Lauria, in merito all’affidamento del servizio sociale professionale, oggetto, nelle scorse settimane, di un’interrogazione scritta da parte del consigliere di minoranza, Gianluca Marrese, capogruppo PD in Consiglio Comunale (la cui risposta viene pubblicata integralmente a corredo del presente comunicato). “A causa di vari vincoli restrittivi in materia di spesa per il personale nella P.A. - proseguono Leone e Lauria – non è stato possibile pubblicare un bando per l’assunzione per le figure di assistenti sociali, pertanto la strada adottata dal Comune di Policoro è stata l’unica riconosciuta dalla legge, a differenza di molti altri Enti che hanno adottato strumenti “alternativi” e quindi non conformi alla legge, come proroghe e co.co.pro.”. “Persino la Regione Basilicata – dichiarano Sindaco e Assessore – dopo una prima lettera, che non aveva carattere perentorio ed era anacronistica e in dissonanza da una legge che la stessa Regione aveva promulgato, ha inoltrato una seconda nota con la quale ha chiarito il suo ruolo orientativo richiamando l’importante Legge regionale n.4/2007 con cui si invitano i comuni a “vigilare sulla corretta applicazione dei contratti di lavoro e di regolarizzazione delle situazioni contrattuali difformi” degli operatori sociali”. “Non si dimentichi, infine – concludono Leone e Lauria - che proprio nel 2007, anno in cui è stata promulgata la legge regionale, l’Amministrazione Di Sanza ha stabilizzato 12 ex LSU: perché non si pensò, allora, di stabilizzare anche l’unica assistente sociale precaria? La figura dell’Assistente sociale non era anche allora una figura essenziale?...”.

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