lunedì 2 settembre 2013

Tursi: "La leggenda di Donna Veronica" ad Anglona



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ANGLONA. 6 SETTEMBRE
SPETTACOLO TEATRALE “LA LEGGENDA DI DONNA VERONICA”

Dopo il successo della prima rappresentazione svoltasi nella piazza centrale di Tursi, lo scorso 13 agosto, verrà rappresentato il prossimo 6 settembre (con inizio alle ore 21,00), nell’ampio spazio antistante la Basilica Minore di Anglona, dove sono in corso i festeggiamenti della SS. Maria, lo spettacolo teatrale “La leggenda di Donna Veronica”, messo in scena dal laboratorio artistico Tribalarte, insieme ai due gruppi folk, “Anglona” e “la Famiglia”, e compreso nella rassegna “Anglona. Religione, cultura, folklore”, con la partecipazione di oltre 60 elementi.
La vicenda è ambientata tra la fine del Medio-Evo e gli inizi del Rinascimento, ed il racconto polare si alterna alle musiche del tempo per raccontare una storia, probabilmente sedimentata e variata nel corso dei secoli nella memoria locale, forse arricchita che è così possibile riassumere.
Un ricco possidente o forse un “uomo illustre”, dell’antica Anglona, probabilmente quando questa era ancora una florida cittadina, prima che le bande della regina Giovanna la distruggessero, uccide la sua unica figlia, Veronica, rea di essere fuggita per amore con un giovane, probabilmente di basso rango sociale e, quindi, non degno di lei, per seppellirla in un pozzo, coperta con tutti “i tesori” che le sarebbero toccati.
Un tesoro che potrà, negli anni successivi, essere preso soltanto da chi sposerà “una ragazza non-vergine” e supererà, allo stesso tempo, per tre sere di seguito, gli ostacoli che incontrerà, invocando “Esci, Donna Veronica, che ti voglio per legittima sposa!”.
Solo alla terza sera, la donna farà sentire la sua voce: “Come devo uscire, a lingua di fuoco o con gli intestini in mano?” ed all’uomo, bramoso di ricchezze ed amore non resterà che rispondere: “Come vuoi tu!”.
Trama semplice, essenziale, per raccontare una delle tante leggende (o forse realmente storie minori) della nostra Lucania/Basilicata, presenti in modo variabile in ogni comunità.
Sceneggiatura e regia sono curate dall’artista tursitano Luigi Caldararo mentre le musiche ed i canti, fondamentali in questo spettacolo, sono una elaborazione di Ernesto G. Caldararo, Angelo Di Tommaso, Anna Di Scipio, Cristina Libonati, Ilenia Stigliano. A realizzare i costumi, Angela Clemente, Vincenza Gentile, Filomena Laragione e Maria Santamaria mentre la scenografia è curata da Antonio Farina.
Tribalarte è un’associazione culturale che opera in ambito locale recuperando, rivisitando e riproponendo, insieme ad altre associazioni, momenti ed aspetti del complesso patrimonio storico e linguistico tursitano.
Anche in questo spettacolo, rivivono leggende e credenze popolari attraverso voci che con la loro profonda musicalità cantano e raccontano di spiriti e di superstizioni, di innamoranti, di violenza e di sangue.

PMI, Giordano (Ugl): inutile ennesimo bando aiuti.



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Il segretario regionale dell’Ugl Basilicata metalmeccanici, Giuseppe Giordano dichiara: “Un ennesimo bando di aiuto alle Piccole e medie imprese arriva dal Dipartimento attività produttive della Regione Basilicata. Ottima idea, diranno le tante piccole imprese esistenti che vogliono innovarsi per aggredire il mercato, soprattutto in questo momento di rilancio dell'economia nazionale. Ultimo tassello a posizionarsi è il Bando Ricerca - Aiuti agli investimenti in Ricerca e sviluppo per le PMI della Basilicata, pubblicato qualche giorno fa sul sito istituzionale della Regione le cui risorse impiegate serviranno per potenziare le performance imprenditoriali sul territorio regionale. La domanda che – continua Giordano - l’Ugl pone al reggente Assessore Pittella è: che fine hanno fatto i vecchi bandi sulle PMI e per quale motivo non si è pensato di utilizzare una parte dei fondi per scorrere le graduatorie delle pratiche istruibili in assenza di dotazione finanziaria? Probabilmente all'assessore Pittella, più impegnato nelle contrapposizioni interne al suo partito, oggi interessa avere visibilità sul territorio e non abbracciare tematiche sofferenti del delicato incarico ricevuto. Cosicché, oggi le piccole imprese che avevano elemosinato un misero contributo per l'innovazione della propria azienda, che speravano in uno scorrimento della graduatoria per acquistare attrezzature, sia per l'abbattimento dei costi energetici che per migliorare i propri prodotti, dovranno accontentarsi di dover rifare un nuovo progetto, di sostenere nuovi costi di progettazione, di consulenza, di gestione e di oneri di vario tipo per poter sperare di non fallire entro l'anno in corso. Assessore Pittella e Presidente De Filippo – conclude il segretario Giordano -, se non ne siete ancora a conoscenza sappiate che le PMI sono già fallite, questo è il vero e sacro problema”.

Pisticci: l'ultimo appello del sindaco Di Trani sulla Sezione Distaccata del Tribunale di Matera



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Illustre Ministro, Illustre Viceministro,
Egregio Presidente della Corte di Appello, Egregio Presidente del Tribunale di Matera
Onorevoli Parlamentari, On. Governatore, Egregi Presidenti, Assessori, Consiglieri, Cari coleghi.

Da circa 15 anni, Pisticci è Sede Distaccata del Tribunale di Matera.
In tempi recentissimi, l’Amministrazione Comunale, al fine di dotare la Sezione del Tribunale di una struttura adeguata e confortevole ha individuato, di concerto con la Presidenza del Tribunale, nell’edificio di Via Cantisano la nuova sede sulla cui ristrutturazione e utilizzo, nel 2008, la Presidenza della Corte di Appello di Potenza si è espressa favorevolmente.
I lavori sono terminati nel maggio del 2012 ed il Comune ha messo a disposizione dell’Amministrazione giudiziaria, a titolo gratuito, la nuova ed efficientissima Struttura, giusta Delibera n. G.C. 226 del 9.10.2012, con la quale si stabiliva la concessione al Ministero di Giustizia, a titolo di comodato gratuito, dei locali di proprietà comunale di Via Cantisano, piano terra e primo piano, da destinare, appunto, a Sede della Sezione Distaccata del Tribunale di Matera e dell’Ufficio del Giudice di Pace, per un periodo non inferiore ad anni cinque. Ancora, al fine di eliminare qualsiasi remora al trasferimento, con successivo atto deliberativo di G.C. n 232 del 16.10.2012 l’Amministrazione Comunale si faceva carico anche degli oneri di trasferimento dando disposizione all’Ufficio Tecnico di provvedere al trasloco degli Uffici Giudiziari

A questo si deve aggiungere la recente apertura di un parcheggio multipiano realizzato per dare piena funzionalità della struttura dal punto di vista logistico, la messa a disposizione di personale di unità lavorative al servizio della Sezione distaccata.
Il tutto con intuibili sacrifici da parte dell’Amministrazione comunale le cui finanze, analogamente a quelle degli altri Enti locali, non versano in questo periodo di crisi sistemica, in floride condizioni.
Dopo la realizzazione delle importanti opere, i cui costi sono quantificabili in qualche milione di euro, il Governo Centrale ha promulgato la Legge n. 148/2011 di conversione del D.L. n. 138/2011, che contempla la soppressione o l’accorpamento degli uffici giudiziari posti in Comuni con sede di tribunali Circondariali. Sono state soppresse, in modo indiscriminato, tutte le sezioni distaccate, senza valutare il lavoro di ogni singolo presidio e la sua redditività, senza le verifiche proprie di un piano economico per valutare l’economicità e/o efficienza (in termini di buona amministrazione) del provvedimento; ancora meno si è tenuto conto della storia e del ruolo svolto da ogni presidio nel proprio ambito territoriale.
In questo scenario fortemente penalizzante per i fruitori del Servizio giustizia, uno spiraglio si è aperto allorquando la Presidenza del Tribunale di Matera, con formale richiesta di autorizzazione inoltrata al Ministero, in forza dell’art. 8 del d.lgs 155/2012 ha ipotizzato l’utilizzo degli uffici di Pisticci come parte integrante della Sede materana. A detta istanza non è stata data ancora risposta e non sarebbe comprensibile il suo mancato accoglimento in quanto risulta dagli atti la presenza di tutti i requisiti previsti dal citato art. 8 in relazione al mantenimento degli esistenti presidi di Giustizia.
La richiesta, preme sottolinearlo, rispondeva non solo e non tanto ad un’esigenza di Pisticci, ma era funzionale - in presenza di acclarate criticità strutturali e/o logistiche della Sede centrale di Matera - ad assicurare nel miglior modo possibile il Servizio giustizia.
Tanto ciò è vero che con atti formali, l’Amministrazione Provinciale di Matera (lettera del 13 giugno prot. 0020092), ed i comuni di Craco (delibera di C.C. n. 24 del 20 giugno 2013), Grassano (Delibera di G.C. n. 37 del 4 luglio 2013), Grottole (Delibera di G.C. n. 51 del 18 giugno 2013), Montescaglioso (Delibera di G.C. n. 75 del 13 giugno 2013, Rotondella (Delibera di G.C. .27 del 21 giugno 2013 e Stigliano (Delibera di G.C. n. 50 del 18 giugno 2013, hanno auspicato il mantenimento degli Uffici Giudiziari di Pisticci.
Tali difficoltà aumentano progressivamente proporzionalmente al deterioramento infrastrutturale dell’area di riferimento, la cui inefficienza abbiamo dovuto registrare negli ultimi giorni, purtroppo, con un incidente mortale provocato dalla inagibilità di un ponte, utilizzato in un percorso alternativo successivamente al crollo di un altro ponte avvenuto nel mese di febbraio, eventualità che ha determinato la chiusura di un’arteria stradale (strada provinciale ex s.s. 176); fatto, questo, che aumenta a dismisura le difficoltà e i tempi di raggiungimento della città capoluogo, unico presidio di giustizia previsto. È di questi giorno la notizia che a seguito di ispezioni tecniche, risulterebbero pericolanti altri ponti lungo importanti arterie della viabilità provinciale. Va sottolineato che, in molti casi, interi territori sono tagliati fuori a causa della forte carenza, delle vie di comunicazione e di cronica assenza di mezzi pubblici atti a garantire la mobilità dei cittadini. Parliamo di un’area geografica dove è assente una linea ferroviaria. I fatti elencati, nella sostanza, potrebbero addirittura impedire l’accesso alla giustizia ad alcune fasce di cittadini e altri sarebbero messi in condizioni di estrema difficoltà dal momento che occorrerebbero ore di viaggio per raggiungere la città capoluogo.
La questione veniva affrontata il 17 aprile u.s. dalla Commissione Circondariale di Manutenzione del Tribunale di Matera alla quale venivano invitati i sindaci di Matera (Sede del Tribunale) e di Pisticci (Sede Sezione Distaccata). Nell’occasione emergeva l’inadeguatezza della Sede di Matera a sostenere il carico di lavoro pendente presso la Sezione di Pisticci e si deliberava di esprimere a maggioranza parere favorevole sull’opportunità di richiedere al Ministero delle Giustizia, l’applicazione estensiva dell’art. 8 del d.lgs 155/2012 e, per l’effetto, di considerare la Sede di via Cantisano di Pisticci quale parte integrante del Tribunale di Matera da utilizzare per i prossimi cinque anni in ossequio a quanto previsto dal ridetto art. 8 del d.lgs di Riforma di Giustizia.
Il parere reso il 17 aprile u.s. veniva reso dalle massime Autorità del “Sistema Giustizia” a livello provinciale (Presidente del Tribunale, Procuratore Capo della Repubblica, Dirigente Amministrativo, Giudice di pace Coordinatore di Matera, Coordinatore Giudice di Pace di Irsina e di Pisticci, Presidente Ordine degli Avvocati di Matera, Presidente Sezione Penale di Matera).
Detto parere, tuttavia, è stato disatteso da un successivo pronunciamento, anch’esso reso in sede consultiva, dal Consiglio giudiziario presso la Corte d’Appello. Parere, questo, palesemente viziato da un macroscopico difetto di istruttoria occasionato soprattutto da alcune fuorvianti indicazioni fornite da due avvocati del Foro di Matera.
Il punto saliente, invece, è che il parere reso dal Consiglio giudiziario – sebbene non vincolante – potrebbe condizionare negativamente la decisione finale che, com’è noto, compete al Ministero della Giustizia. Nella malaugurata ipotesi in cui il Ministero dovesse recepire quanto erroneamente ritenuto dal Consiglio giudiziario, l’intero Metapontino e la Regione tutta sarebbero privati di un Presidio di legalità assolutamente indispensabile al fine di assicurare un efficiente “Servizio di giustizia” in favore dei cittadini.
In questi giorni, presso il Ministero della Giustizia, sono stati emessi oltre 40 decreti circa il mantenimento di alcune sedi di Tribunali o sezioni Distaccate; Tra queste, purtroppo, ancora non figura quella di Pisticci. Eppure parliamo dell’unica Sezione Distaccata in un zona geografica (da Sala Consilina a Cosenza) ampia e complessa, si tratta dell’unica Sezione Distaccata della Basilicata, la cui soppressione sarebbe difficile da spiegare in presenza del fatto che in altre regioni, pur con presenza ben più cospicua di presidi Giudiziari, vengono mantenute diverse Sezioni Distaccate (in Calabria, Campania, Puglia, ecc.), nel mentre in Basilicata se ne sopprime la totalità.
Alla Vostra sensibilità di donne e uomini prima ancora che di rappresentanti istituzionali non sfuggirà l’importanza di tutelare il Territorio nella sua interezza.
In particolare voglio rivolgermi a S. E. Sen. Filippo Bubbico, Viceministro dell’Interno, nella sua qualità di massimo rappresentante Istituzionale della Basilicata in seno al Governo Nazionale, già interessato telefonicamente, e a tutti i parlamentari lucani, affinché facciano propria la presente istanza che rappresenta una legittima esigenza e una pressante richiesta popolo che li ha eletti a rappresentare la loro terra in Parlamento.
Ove mai – per ragioni che contraddicono le più elementari regole di buon senso prima ancora che un razionale ed efficiente agire amministrativo – non si dovesse cogliere l’opportunità di adibire per i prossimi cinque anni la struttura di Pisticci a parte integrante del Tribunale di Matera, non ci saranno vincitori ma solo vinti.
Sarà una sconfitta per la presenza dello Stato in un territorio martoriato, per l’intera popolazione lucana, già fortemente provata dalla terribile crisi che attanaglia la nostra Regione, sarà una sconfitta per la Provincia di Matera e per il Metapontino.
Per le ragioni espresse Vi chiedo di perorare questa causa, che, ripeto non è una questione meramente localistica che riguarda il Comune che mi onoro di rappresentare.
E’ una battaglia di civiltà giuridica, è una battaglia di democrazia che, ne sono convinto, Vi vedrà impegnati con la stessa passione e con la stessa determinazione che anima me, il mio esecutivo ed i consiglieri tutti della mia Città.

Tursi: festeggiamenti in onore di Maria SS. Regina di Anglona



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Festa della Madonna di Anglona, con il Coro della Basilica di S. Francesco d'Assisi e Paolo Meneguzzi

Si concluderanno l'8 settembre i solenni festeggiamenti in onore di Maria SS. Regina di Anglona, patrona della diocesi di Tursi-Lagonegro. Preceduta dalle messe delle ore 5, 6, 7,30, 9, 10,30, 12, 16, la concelebrazione delle 18 sarà presieduta dal vescovo, mons. Francescantonio Nolè, seguita dalla processione della statua della Madonna, portata a spalle dai fedeli sul pianoro dell'omonimo colle.

Si ricorda che nell'Anno della Fede (11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013), tutti i fedeli che si recheranno al santuario diocesano, potranno lucrare delle indulgenze plenarie, seguendo le norme stabilite dalla Chiesa. La sera della vigilia, la veglia di preghiera (seguita da una fiaccolata) animata dal concerto delle ore 20 del Coro nazionale della Basilica di San Francesco d'Assisi, diretto dal maestro p. Giuseppe Magrino, in un gemellaggio inedito con la Regione Basilicata.

L'annuale appuntamento religioso, di primaria rilevanza in regione, è caratterizzato da sempre da una intensa partecipazione devozionale di pellegrini, fedeli e visitatori, molti anche da fuori regione, e dalla consistente presenza degli emigrati dei comuni del circondario. Nella Pontificia Basilica minore di Anglona, proprio a metà strada tra Tursi e Policoro, si svolge un nutrito programma di iniziative anche civili, organizzato dal rettore del santuario, don Saverio Zorzi, e dall'apposito Comitato feste, da quest'anno con l'avv. Rocco Libutti, alle relazioni esterne.

Avviati il 20 agosto, i riti religiosi includono la settimana di preparazione e la novena, oltre ai quotidiani impegni dalle ore otto del mattino alle venti di sera (lodi mattutine, canto dell'Angelus, vespri e confessioni, rosario e messe, momenti di convivialità, compieta, adorazione eucaristica, "saluto mariano"). Alle celebrazioni eucaristiche giornaliere, intervengono presbiteri e vescovi anche di altre Diocesi, e numerose sono le comunità parrocchiali coinvolte: di Montalbano Jonico, Tinchi-Marconia di Pisticci, Noepoli, Chiesa Madre, San Francesco e Buon Pastore di Policoro, Calvera, Valsinni, Scanzano Jonico, Nova Siri, Colobraro, Rotondella e Tursi. Una messa di ringraziamento si terrà il 15 settembre alle 18.

Altrettanto diversificati gli appuntamenti civili: l'8 settembre, alle ore 22, il concerto di Paolo Meneguzzi, trentaseienne cantautore svizzero che può vantare già 15 anni di carriera, oltre 2,5milioni di dischi venduti, 500 concerti e ben cinque partecipazioni al Festival di Sanremo; la sua esibizione sarà preceduta dal gruppo musicale Rose Rosse "Massimo Ranieri" Tribute Band; al termine l'estrazione dei biglietti della lotteria e il tradizionale spettacolo pirotecnico. Nei giorni precedenti: lo svolgimento della fiera (lunedì 2); canzoni del gruppo Suite 101 "Cover band dei Nomadi" e spettacolo di prestidigitazione di Arian (giovedì 5, ore 21); pomeriggio per bambini e ragazzi, con animazioni, giochi e percorsi di orientamento nella natura (venerdì 6, ore 16,30-20), seguito dall'esibizione del gruppo folklorico di Tursi e del cabarettista Enzo Costanza, inviato del noto programma le Iene.(tursitani.it)

Basilicata Eni to Eni



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E basta con questo potere salvifico assegnato al petrolio lucano. Onestamente, non se ne può più di questa bugia colossale che dopo 60 anni di estrazioni minerarie, e dopo 30 anni di investimenti nella politica economica industriale, a discapito dell’agricoltura, del turismo e delle piccole e medie imprese lucane, vede la Basilicata primeggiare nella disoccupazione (quella giovanile è circa il 30%), nell’emigrazione (2,8 lucani ogni mille abitanti se ne vanno dalla Basilicata) e, secondo l’Istat, nel triste primato di regione più povera d’Italia.
Prima ci si è messo il direttore di “Nomisma Energia”, Davide Tabarelli: ha accusato gli ambientalisti di bloccare (?) investimenti per 5 miliardi di euro, di far perdere migliaia di posti di lavoro e di non essersi accorti che il petrolio non inquina. Dimenticandosi, il caro Tabarelli, che lui è l’ultimo a dover prendere la parola perché Nomisma Energia è una società di servizi e consulenze per le compagnie minerarie; che è riconosciuto a livello internazionale che la filiera del petrolio è cancerogena; che il più grande centro oli d’Europa realizzato a Viggiano, in Basilicata, 18 mila mq. di superficie, costato 16 anni fa l’equivalente di circa 1 miliardo di euro, ha finora dato occupazione ad appena 57 lucani. Dunque, con altri 5 miliardi di investimenti daremmo occupazione ad altre 200 persone? Ma si rende conto del paradosso che oramai contiene uno sviluppo economico incentrato sullo sfruttamento massivo dell’energia fossile, con ingenti capitali e scarso ritorno collettivo? Con una cifra del genere investita nelle piccole e medie imprese lucane, magari rese energeticamente autonome dal fossile e dalla rete elettrica Terna, l’occupazione sarebbe esponenziale e forse ripopoleremmo questa regione, anziché desertificarla.
Poi ci si è messo, al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, addirittura il presidente dell’Eni, Giuseppe Recchi: su una società come quella del cane a sei zampe, che fa ricavi da 127 miliardi di euro, che estrae giornalmente circa 2 milioni di barili di greggio e, annualmente, più di 100 miliardi di mc. di gas in tutto il mondo, coglie l’occasione per far sapere alla nazione (e alla Compagnia delle Opere) che il «petrolio lucano salverà l’Italia».
Per chi non lo sapesse, il greggio lucano è esiguo. A dispetto del luogo comune che lo definisce artatamente il “più grande giacimento d’Europa in terraferma”, vanta invece appena mezzo miliardo di barili (è la stima del giacimento secondo lo stesso Tabarelli e la stessa Eni). È un petrolio di pessima qualità in quanto è strapieno di zolfo, mercaptani e altre gravi sostanze inquinanti e cancerogene, per cui è ottimo per fare bitume e composti azotati, ma non benzina. Con i suoi 91 mila barili al giorno (il 4,5% dei barili estratti dall’Eni) e il suo miliardo di mc. annui di gas (l’1% del gas trattato dall’Eni) gli idrocarburi lucani coprono appena il 6% del fabbisogno nazionale e annuale di petrolio e circa l’1,5% di quello del gas. Tradotto in cifre comprensibili per tutti, parliamo di appena 16 giorni di consumi di petrolio e appena 4,5 giorni di riscaldamento delle famiglie italiane in pieno inverno, per cui, non si capisce quale ritorno avrebbe la nazione nel rendere un colabrodo questa regione che, invece, è sicuramente uno dei più importanti e significativi bacini idrici europei, le cui acque danno da bere e da “mangiare”, nel Meridione, a milioni di persone, milioni di capi di bestiame e milioni di ettari di terreno. E allora, oltre al fatto acclarato che l’Eni ha in Basilicata ha una specie di patente di corsa che le consente di perforare in barba a ogni regola sociale, dato che non la ferma nemmeno la vicinanza di un ospedale né il rischio di inquinare irreversibilmente le sorgenti e i bacini idrici dei fiumi lucani, perché tanto interesse per questa pozzanghera di giacimento petrolifero?
Un motivo l’abbiamo già capito: svuotano i giacimenti per fare poi speculazione e business con lo stoccaggio di gas. Per l’altra, stiamo ancora aspettando una risposta, sia dall’Eni che dal ministro per lo Sviluppo economico: in Basilicata l’Eni ha dei pozzi che sono dichiarati per l’estrazione di gas, ma insolitamente inquinano col petrolio.
Fondi neri ed evasione fiscale?
Vito Petrocelli
Portavoce M5S Senato

domenica 1 settembre 2013

Taranto: un malato di cancro ogni 18 abitanti.



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PeaceLink e' entrata in possesso dei dati attuali degli ammalati di tumore della citta' di Taranto: sono 8916. Tante risultano le persone che hanno l'esenzione dal ticket per malattie tumorali, ossia il 'codice 048'. Nel distretto sanitario 3, che comprende i quartieri piu' vicini all'area industriale", dove ad esempio si trova l'Ilva e cioe' Tamburi, Paolo VI, Citta' Vecchia e parte del Borgo, c'e' un malato di cancro ogni 18 abitanti. Per la precisione 4328 malati su 78mila abitanti". Lo scrive Alessandro Marescotti, presidente dell'associazione ambientalista PeaceLink.

"Questo significa che se venti persone si riuniscono in una stanza nel quartiere Tamburi - afferma - almeno una ha un tumore. Nei restanti quartieri, quelli piu' lontani dalle industrie, c'e' un malato di cancro ogni 26. Infatti nel distretto sanitario 4 che comprende il resto della citta' vi sono 4588 malati di tumore su 120mila abitanti. Questa e' la situazione attuale. Ovviamente - continua - tali dati non possono calcolare tutti coloro che potrebbero avere un tumore latente o non diagnosticato".

"Il sindaco di Taranto, che e' un medico - rileva Marescotti - avrebbe potuto compiere questa ricerca. Perche' non lo ha fatto? Facciamo appello all'ordine dei medici perche' venga compiuto un opportuno approfondimento su questi dati in modo da individuare le categorie di persone piu' esposte. E' venuto il momento di avere dati istantanei su tutte le malattie gravi, le diagnosi e i ricoveri. Disporre di un dato istantaneo e conoscerne la sua evoluzione temporale e' un primo passo per compiere ulteriori indagini piu' affinate da un punto di vista epidemiologico".

"Avere una situazione aggiornata - sottolinea Marescotti - e' possibile con i sistemi informatici in rete. Occorre in particolare conoscere il dato aggiornato della mortalita' quartiere per quartiere, in modo che la magistratura possa intervenire li' dove le autorita' politico-amministrative non lo facessero. Purtroppo invece conosciamo solo dati vecchi di anni e i politici di governo ripetono come un 'mantra' che la situazione sta migliorando. Se avessimo dati istantanei non si potrebbe piu' ignorare il dolore che la citta' vive".

Proprio nel messaggio dell'arcivescovo di Taranto Filippo Santoro per la giornata per la custodia del Creato che si celebra oggi, in cui il monsignore si sofferma sui problemi ambientali della citta', si evidenzia come nell'attuale situazione "la nostra responsabilita' ci chiede di verificare il corso dell'attuazione della legge 89 approvata dalla Camera e dal Senato e sottoscritta dal Presidente della Repubblica lo scorso 3 agosto, pur nella chiara consapevolezza dei suoi limiti".

E inoltre si pone una domanda: "Come trascurare tutti quei fattori che possano far permanere il danno sanitario che, invece, va riconosciuto in tutta la sua drammaticita'? La difesa della vita ci chiede di lottare contro ogni forma di rassegnazione mantenendo vigile la coscienza di tutti i cittadini nella difesa di quel bene supremo che vede indissolubilmente legati salute e lavoro. E' auspicabile una mobilitazione costante per offrire alla propria terra un presente meno doloroso e un futuro piu' sereno".(giornaledipuglia)

Metaponto: il Comitato Sos Costa Jonica precisa



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NESSUNA PERSECUZIONE O ACCANIMENTO,
SOLO DOMANDE AGLI ENTI PUBBLICI

Desideriamo tranquillizzare il presidente della sezione di Matera della Società Nazionale di Salvamento sull’assenza da parte del Comitato Sos Costa Jonica di atteggiamenti persecutori nei confronti dell’associazione, e dei volontari, e la dimostrazione è data dal fatto che negli anni scorsi nessuno ha avuto da ridire sul servizio prestato a Metaponto
Il Comitato Sos Costa Jonica fin dalla sua nascita ha svolto una funzione di amplificatore, assumendosene sempre le responsabilità, ai tanti che chiedevano chiarimenti o delucidazioni alle istituzioni lucane partendo dalla situazione delle spiagge di Metaponto e di Scanzano e spaziando successivamente su tematiche diverse.
Da oltre tre anni, infatti, chiediamo notizie alla Regione Basilicata sul mancato rispetto di delibere regionali riferite ai danni che la costruzione dei porti Argonauti e Marinagri potevano arrecare alle spiagge di Metaponto e Scanzano.
Successivamente ci siamo occupati, collaborando con altri comitati o singoli cittadini, della crescita delle discariche per i rifiuti, delle pseudo centrali a biomassa, dell’inceneritore, camuffato da gassificatore, che si vuole costruire a Metaponto, delle problematiche legate alle trivellazioni, del deposito di scorie nucleari che si sta costruendo a Rotondella ed altre tematiche legate alla nostra regione.
Quest’anno a causa dell’assenza di spiaggia, e del mancato ripascimento in zona Laghetto-Masseria di Metaponto, l’Agenzia del Demanio ha revocato quattro concessioni e, nello stesso periodo, la Forestale nel riperimetrare l’area per salvaguardare, giustamente, la riserva bloccava l’accesso alle auto in quella zona con spostamento verso altri lidi (generalmente zona 48 e San Basilio di Pisticci) di coloro che negli anni passati si recavano al mare in quelle spiagge.
Contemporaneamente a Metaponto Lido nell’area concessa alla Società Nazionale di Salvamento, per effettuare il servizio prestato negli anni precedenti, vengono posizionati anche ombrelloni e un chiosco-bar.
Questi due avvenimenti, di fatto, fanno diminuire la spiaggia libera a Metaponto e come Sos Costa Jonica rendiamo pubblico l’accaduto chiedendo delle risposta agli organi regionali.
Nel caso del mancato ripascimento della zona Laghetto-Masseria anche il sindaco di Pisticci, dott. Di Trani, fa sue le nostre osservazioni e chiede notizie in merito alla Regione Basilicata.
Non avendo avuto nessun riscontro al nostro primo comunicato abbiamo rinnovato le domande agli uffici regionali per ciò che riguardava l’area data in concessione alla Società di Salvamento.
Apprezziamo le precisazioni del presidente della sezione di Matera della Società Nazionale di Salvamento, prof. De Mola, riferita al lavoro svolto dai volontari, al soccorso fatto a due bagnanti in difficoltà e alla mancanza di utilizzo di fondi pubblici per il servizio prestato.
Le osservazioni sulle colonnine sos e sulla cartellonistica erano dettate da normale buon senso.
Ci restano dei dubbi sul rispetto delle indicazioni del Piano dei Lidi che potranno essere chiariti tranquillamente, se vorranno, dai funzionari regionali.
Per tutto ciò che riguarda invece gli altri eventuali abusi presenti sul litorale metapontino siamo disponibili, sin da ora, a fare insieme un lavoro di monitoraggio e segnalazione alle autorità competenti di tutte le presunte situazioni non regolari.

Cinque Stelle a Policoro verso Regionali e Regionarie.



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Policoro – Circa 200 persone, ieri sera, in Piazza Eraclea, a Policoro, per partecipare all’incontro con i parlamentari lucani del Movimento 5 Stelle, il senatore Vito Petrocelli e l’onorevole, Mirella Liuzzi; un momento per confrontarsi con la comunità lucana su diverse tematiche: dal petrolio, al circolo Bilderberg, passando attraverso un resoconto, anche, di quanto successo, in generale, in questi mesi romani. Ma in Piazza Eraclea si è parlato, ovviamente e principalmente, anche del percorso verso le Elezioni regionali 2013, che si terranno, ricordiamo, esattamente il 17 e 18 Novembre prossimi. Così, come stabilito dal nostro regolamento, consultabile, tra l’altro, sul blog del Movimento, dice il Senatore Petrocelli, sarà possibile presentare delle liste collegate al nostro simbolo, ma affinché queste possano, poi, comparire nella potenziale coalizione 5 Stelle, è necessario che vengano approvate dal blog Beppegrillo.it. Tra le principali regole nazionali da rispettare, ormai già abbastanza note: quella di essere incensurati, quella di risiedere nella regione per la quale s’intende avanzare la propria candidatura, quindi essere lucani, e poi non avere tessere di partito. A queste si va ad aggiungere la misura per cui chi si candiderà all’interno del Movimento per ricoprire la carica di Presidenre non potrà essere all’interno della rosa dei 20 Candidati Consiglieri. Dopodichè saranno necessarie 2 settimane per raccogliere i requisiti e fare le regionarie; se si presenteranno liste collegate – fa sapere sempre il Senatore Petrocelli – al massimo questo tempo si potrà allungare a 20 giorni. Queste ultime fasi avverranno tramite rete, il web; se le liste collegate vorranno by passare il metodo internet dovranno comunque scegliere un mezzo trasparente e pubblico. Trascorso questo periodo si conosceranno i candidati alla carica di Governatore e i 20 che formeranno la lista. Verosimilmente tutto questo iter potrà completarsi intorno al 20 di Settembre.
(Trm)

Basilicata: Estate 2013, Ugl “bilancio positivo per metà”.



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“La stagione estiva 2013 si avvia all'epilogo, ora bisogna tracciare un primo bilancio per registrare cosa ha funzionato bene nel comparto turistico, e cosa invece non ha funzionato”.

Lo dicono i segretari dell’Ugl in Basilicata, Giovanni Tancredi, Luigi D’Amico e Pino Giordano per i quali, "innanzitutto come tutti, conosciamo questa crisi che a livello nazionale ha frenato una massa di turisti potenziali per la nostra Regione che non ci ha consentito il raggiungimento dei risultati sperati. In particolare il settore che più ha sofferto nel nostro territorio è stato quello della ristorazione che ha subito una notevole flessione rispetto allo scorso anno. Un bilancio quindi positivo per metà. Dal dato ottenuto dall’Ugl ha funzionato bene invece l’immagine che si è riusciti a dare a tutti i turisti che hanno soggiornato nelle nostre strutture – proseguono i sindacalisti -, offrendo dei servizi di qualità consapevoli di cercare di offrire per il 2014 innanzitutto più servizi e più posti letto, con un'adeguata promozione: a differenza di altre località blasonate come quelli di Rimini e Riccione, abbiamo in Basilicata i mari, Ionio e Tirreno, meravigliosi e trasparenti, spiagge che fanno della loro estensione il proprio punto di forza, mentre le zone citate che vivono una realtà diversa dalla nostra hanno il loro punto di forza solo nei servizi. Se recuperiamo il gap che ci divide – aggiungono i segretari Ugl – e cercheremo di migliorare i nostri standard sempre di più, anche se già di prima qualità potremmo certamente alzare il livello della nostra offerta. Per fare tutto ciò bisogna che la regione Basilicata metta in campo tutta la squadra di governo a sostegno degli imprenditori i quali, forse per la prima volta in un momento di crisi globale, si sono trovati a fare gioco di squadra. La prossima stagione per l’Ugl deve trovare tutti più preparati ad affrontare meglio le nuove sfide per il futuro, dovendo apportare dove necessario le correzioni dovute e compiere quelle azioni necessarie per promuovere meglio le nostre strutture turistiche nella regione. L’Amministrazione su questo dovrà essere sicuramente più impegnata nel trovare risorse e soluzioni condivise con tutti gli operatori per la programmazione della nuova stagione 2014. L’Area tirrenica/ionica/metapontina, necessita di interventi mirati ad una progettualità assolutamente compatibile con il territorio circostante, l’Ugl – concludono Tancredi, D’Amico e Giordano – auspica che vengano realizzate tante infrastrutture turistico/ricettive per far decollare finalmente tutta l’area e di conseguenza la regione Basilicata, immaginando lungomari attrezzati che costeggiano le pinete e tanti alberghi, certamente il protagonista di tutto questo deve essere il turismo".

Policoro: Marketing territoriale. L’Apt snobba la fascia jonica



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L’Apt (Azienda di promozione turistica) di Basilicata ignora Policoro e il mare del Metapontino. Sulle pagine di marketing territoriale pubblicate sui grandi media nazionali, tra cui Tv Sorrisi e Canzoni, dal tema: “Basilicata che spettacolo” non c’è traccia di grandi eventi culturali della fascia jonica. Da Nova Siri a Bernalda/Metaponto, oltre 50 mila abitanti tra cui la stessa Policoro e Pisticci, tra i Municipi più grandi dei 131 regionali, nessun evento merita di essere inserito nelle politiche di promozione del territorio, pagate attingendo dalle tasche dei contribuenti e dai fondi comunitari, anch’essi soldi pubblici. Ci sono Brindisi di Montagna con la Storia bandita, il Volo dell’Angelo e dell’Aquila rispettivamente a Castelmezzano e San Costantino Albanese, Aliano e Valsinni con i parchi letterari di Carlo Levi e Isabella Morra, la Cripta del peccato di Matera, il castello federiciano di Lagopesole, la città dell’utopia di Campomaggiore. Tutto qui? E il resto del territorio? Nessuna menzione nella pagina regionale dove spicca lo slogan: “Grandi attrazioni tra storia, natura ed emozioni. La scoperta che ti sorprende!”. Ed ha sorpreso, in negativo, sia i residenti di una delle zone più popolose della Lucania che gli stessi turisti che non si capacitano dei motivi per i quali il Metapontino viene escluso dagli “attrattori” regionali. Ci risulta che il volo dell’Aquila finora non ha registrato le presenze sperate alla vigilia, mentre gli altri eventi sono consolidati nel tempo con numeri consistenti. Però la pagina promozionale Apt poteva essere allestita con un criterio più saggio: quello di dividere la Basilicata per aree e individuare almeno un happening per ciascuna di esse. E invece chi l’ha congegnata non è stato dello stesso avviso penalizzando oltremisura il tempio di Hera di Metaponto, la festa di San Bernardino a Bernalda, quella di San Rocco a Pisticci, tra le più seguite in regione dopo la Madonna di Viggiano, San Gerardo di Potenza e la Bruna di Matera. Per non parlare poi del museo della “Siritide” di Policoro o lo stesso polo culturale di Metaponto che ospita reperti archeologici della millenaria storia della Magna Grecia. Ebbene non si poteva inserire un pezzo di storia comprensoriale nelle politiche delle offerte culturali regionali? A meno che l’Apt o l’ufficio regionale preposto non abbia pensato che gli eventi jonici non siano all’altezza di quelli promossi nella pagina di informazione turistica. Se così fosse bisognerebbe capire con che parametri/criteri la Regione stabilisce quali sono gli eventi di una certa rilevanza e quali non lo sono, anche per dare una dritta agli amministratori locali e sollecitarli ad inventarsi un evento che possa riscuotere un certo successo ed entrare nella lista privilegiata degli appuntamenti culturali degni di attenzione nelle politiche di esportazione culturale lucana. A meno che non ci sia un peccato di fondo che con la cultura ha poco a che spartire ma è un parente stretto del peccato originale che non è la chiesa di Matera ma la politically incorrect tipico del diavolo quando ci mette la coda! E pensare che il Dg dell’Apt, Giampiero Perri, nel 2012 è stato insignito del premio Heraclea dall’associazione di Matera “I colori dell’anima” proprio a Policoro per i suoi meriti nelle politiche di promozione della Basilicata. O meglio solo di una parte! Se l’avesse propagandata tutta avrebbe meritato il Nobel.

Gabriele Elia
(fonte il Quotidiano della Basilicata)