sabato 23 novembre 2013

Calcio5: ACIREALE – LIBERTAS ERACLEA: 8-1. I ROSSONERI AFFONDANO NELLA RIPRESA



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Dura solo un tempo (il primo) la resistenza della giovane Libertas: l'organico ridotto all'osso e i pochi cambi a disposizione di mister Bommino hanno agevolato la vittoria del pimpante Acireale. Il passivo di otto reti è davvero pesante per Cospito e compagni che sono riusciti a rimanere in partita solo nella prima frazione realizzando l'unica marcatura grazie a Bassani per il momentaneo 1-2. Nella ripresa la maggiore freschezza e vigoria siciliana ha avuto la meglio, infatti i ragazzi di Pennisi sono andati a segno con Trovato, Pizzetta (2 volte), Finocchiaro, Tornatore e Pagano per 8-1 finale. A rendere più amara la battuta d'arresto in casa metapontina anche l'espulsione per doppia ammonizione di Bavaresco che di fatto ha sancito la resa rossonera.
Cronaca. La partita è subito in discesa per i padroni di casa: al 1' il sinistro di Trovato si spegne sotto l'incrocio per 1-0. La Libertas è viva: poco più tardi Dipinto coglie il palo. Non è l'unica occasione per gli ospiti che hanno la possibilità di agguantare il pari con Bassani, Dipinto e Corbino. L'incontro è tirato ma è l'Acireale a raddoppiare grazie a una ripartenza capitalizzata (al 14') da Masumeci (appostato sul secondo palo) con un tap-in vincente. Il lucani non ci stanno e accorciano le distanze: al 15' Bassani scaglia un diagonale di sinistro che non lascia scampo all'estremo avversario. La ripresa inizia sotto i migliori auspici per i ragazzi di Bommino che si riversano in avanti alla ricerca del pari. Sono, però, ancora i granata ad allungare: al 4' Trovato in contropiede griffa il 3-1. Stesso copione, un minuto più tardi, per la quarta rete firmata da Pizzetta. A peggiorare ulteriormente la situazione in casa jonica l'ingenua espulsione (per doppia ammonizione) di Bavaresco a metà frazione. Malgrado l'ulteriore “tegola” la Libertas prova la qualunque con Taibi fuori dai pali ma le omissioni nel giro-palla penalizzano oltremodo i rossoneri che incassano in meno di 4 minuti le reti in fotocopia di Finocchiaro, Tornatore, Pagano e Pizzetta. Finisce 8-1 per l'Acireale.
ACIREALE: De Paula, Tornatore, Pizzetta, Trovato, Masumeci, Merenda , Pennisi, Castrogiovanni, Riolo, Finocchiaro, Pagano, Russo. All. Pennisi
LIBERTAS ERACLEA: Taibi, Fracasso, Cospito, Bavaresco, Tamburrano, Dipinto, Corbino, Bassani, De Paola, Moranti, Amatulli. All. Bommino
Arbitro: 1^ Giada di Mestre , 2^ Greco di Cosenza , Cronometrista Schirripa di Reggio Calabria
Marcatori: 1':02'' p.t. Trovato (A), 13':45'' p.t. Masumeci (A), 14':23'' p.t. Bassani (E), 4':03'' s.t. Trovato (A), 5':05'' s.t. Pizetta (A), 11':26'' s.t. Finocchiaro (A), 12':50'' s.t. Tornatore (A), 14':16'' s.t. Pagano (A), 15':03'' s.t. Pizetta (A)
Ammoniti: Dipinto (E), Bavaresco (E)
Espulso: al 9'30'' s.t. Bavaresco (E)
Spettatori: 250
ASD LIBERTAS ERACLEA
Ufficio stampa – Enrico Losito

venerdì 22 novembre 2013

Nucleare-Itrec: la Saipem si occupa anche di scorie nucleari ?



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No Scorie Trisaia aveva chiesto invano a mezzo stampa all’ex presidente De Filippo mesi addietro di conoscere se la Saipem si occupa anche di scorie nucleari in Basilicata. Da nota Sogin apparsa mesi fa sulla stampa la Saipem (società collegata a Eni) si è aggiudicata come impresa capogruppo del RTI Gencantieri Spa e Sicilsaldo Srl in qualità di mandanti, l’appalto per la costruzione e la realizzazione dell’impianto di cementazione del prodotto finito e dell’edificio deposito per lo stoccaggio temporaneo di manufatti cementati/cask per un valore dell’appalto di 40.554.134 presso l’impianto nucleare Itrec della Trisaia. In parole povere l’impianto che dovrà solidificare i liquidi ad alta attività custoditi all’Itrec, frutto del riprocessamento delle 20 barre di Elk River con la costruzione del relativo capannone di tutto l’impianto. Lo stesso impianto ICFP per cui abbiamo chiesto con ns. osservazioni al Ministero dell’Ambiente la dismissione e il trattamento come rifiuto dopo le lavorazioni di solidificazione del prodotto finito all’Itrec, per impedire un utilizzo successivo e far sì che l’Itrec diventi un'area di trattamento di rifiuti nucleari con il deposito nazionale di scorie nucleari.
Da qui nasce nuovamente la stessa domanda che rifacciamo al neo eletto presidente della regione Basilicata Pittella: le società petrolifere cui la Regione Basilicata ha dato sempre la propria fiducia e il proprio appoggio si occupano anche di trattamento scorie nucleari?
A dieci anni da Scanzano purtroppo in Basilicata la trasparenza sul nucleare è andata sempre a ridursi nei tavoli della trasparenza regionale del nucleare che sono scomparsi lentamente e/o che si sono ricomposti solo nel caso di gravi situazioni accaduti sul territorio. Vedasi il caso del trasporto nucleare di materiale radioattivo americano del 29 luglio 2013, avvenuto sotto gli occhi increduli di tanti giovani che animavano in piena estate la movida policorese.
Contrariamente a quanto fanno invece le altre regioni nuclearizzate italiane dal Piemonte alla Campania, dove il tavolo di trasparenza sul nucleare è convocato con regolarità. Sull'Itrec le comunità non sanno assolutamente più nulla di com’è realizzato il decommissioning (la messa in sicurezza del sito), su come sono eseguiti i lavori e su chi li esegue.
Né c’è stata alcuna risposta istituzionale alle richieste di Noscorie Trisaia sul caso dei rifiuti nucleari americani in Italia che a inizio novembre 2012 sono stati riportati negli Stati Uniti dall’amministrazione Obama ad esclusione proprio delle barre di Elk River custodite all’Itrec di Rotondella. Situazione ampliamente ignorata dai parlamentari lucani, il cui interesse per il decommissioning si soffermò all’epoca più sui posti da precario di netturbino nucleare o sui manufatti di cemento da realizzare nell’impianto Itrec, che sulla salute delle popolazioni e la tutela del territorio.
Non sappiamo più nulla del monitoraggio ambientale sull’impianto nucleare lucano e sulla ns. richiesta ai tavoli della trasparenza di ridurre i limiti di emissione alla fonte dei radionuclidi che potrebbero interessare le popolazioni durante le fasi del decommissioning (legge regionale sui limiti di emissione).Stesso discorso per l’indagine epidemiologica sul territorio e per il piano di comunicazione delle attività di decomissioning previsto dagli ultimi V.I.A. Ministeriali sui lavori all’Itrec.
Nel ricordare alle istituzioni che i lavori del decommissioning sono fatti con soldi pubblici pagati dai contribuenti in bolletta elettrica, rinnoviamo l’invito alle istituzioni regionali e ai sindaci del territorio, quali primi responsabili della salute pubblica, di attivarsi per creare non solo i tavoli della trasparenza nucleare a livello locale, ma un rapporto con il territorio diverso, trasparente e partecipato sulla questione nucleare.

Policoro: “L’industria non unisce ma distrugge.



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Verificheremo l’iter seguito nel perfezionamento dell’intesa”: il no di Impegno comune alle fabbriche fra Scanzano e Policoro
“Non può essere l’industria, con il suo potente e irreversibile impatto ambientale, paesaggistico e sulla salubrità dei luoghi, a unire idealmente due comunità. E’ una scelta fuori dal tempo e destituita di ogni ragionevolezza”, è la posizione espressa dai rappresentati di Impegno Comune, Pino Ferrara e Enrico Bianco - rispettivamente capogruppo consiliare e vicesindaco di Policoro - rispetto all’intesa fra il Consorzio Industriale di Matera e il comune di Scanzano. Quest’ultimo ha infatti destinato la fetta di territorio confinante con il comune di Policoro (area fiume Agri) ad ospitare un insediamento industriale, in sostanza l’ente provinciale e quello municipale hanno manifestato l’intenzione di ri-perimetrare le aree industriali includendo la costituenda zona Pip di Scanzano. Ferrara e Bianco, in una nota congiunta a nome del gruppo, hanno inoltre messo sotto la lente la procedura attuata che sarà oggetto di intensi accertamenti al fine di verificarne la linearità amministrativa.
“Il Consorzio industriale risulta commissariato, per tanto riteniamo che il commissario non possa disporre di un potere discrezionale così ampio come è quello di sottoscrivere intese con un comune. Per definizione, un commissario dovrebbe occuparsi dell’ordinaria amministrazione non certo di decisioni così incisive. Infatti si tratta di un accordo che avrebbe delle conseguenze devastanti per le due città e per la loro naturale vocazione turistica, agricola e culturale. L’insediamento industriale avrebbe nefaste conseguenze sia dal punto di vista paesaggistico che ambientale. L’area, in particolare per quello che interessa il comune di Policoro, ricadrebbe a poche centinaia di metri dal Parco archeologico della Città di Ercole dove si trova anche l’antico palazzo baronale cittadino, edificio di altissimo pregio storico. Inoltre sarebbe stravolta qualsiasi assennata pianificazione visto che gli opifici industriali e relative pertinenze produttive potrebbero avere dimensioni fisiche tali da alterare qualsiasi armonia paesaggistica urbana, rurale e naturalistica”.
E, ancora: “Quanto agli aspetti che attengono all’ecosistema, dare il via libera all’industria potrebbe significare avere realtà produttive che potrebbero operare in svariati settori come quello della chimica, della siderurgia, della lavorazione dei metalli pesanti in genere. Produzioni che dal punto di vista ambientale e della salute hanno un’incidenza mostruosa e le esperienze dell’Ilva a Taranto e della Val Basento a Pisticci dovrebbero insegnare qualcosa”. Ferrara e Bianco infine hanno aggiunto: “Esigiamo, e in tal senso stiamo attuando le azioni necessari, chiarimenti da tutti i soggetti, persone fisiche e giuridiche (enti e consorzi), che hanno fantasticato, sfiorando il delirio, senza fare i conti con la realtà, con la storia e con il futuro di due comunità che hanno l’obbligo di seguire altre vie per raggiungere quello sviluppo democratico comune e rispettoso della salute e della sicurezza dei cittadini. Non possiamo ignorare che in quell’area c’è il fiume Agri, un corso d’acqua difficile da gestire e governare. Non possiamo trascurare come si è perfezionata l’intesa fra il comune di Scanzano e il Consorzio industriale, anzi ci risulta che l’ingegner Di Chio oltre a far parte, in qualità di dirigente, dell’Ufficio tecnico di Scanzano è allo stesso tempo direttore del Consorzio, quindi la stessa persona ha interpretato, vistando, il doppio ruolo nel perfezionare l’intesa. Riteniamo doveroso andare fino in fondo in questa vicenda e ci opporremo con tutte le azioni possibili a una decisione che non ha ragion d’essere in quest’area. Ci sono altri posti nel Metapontino, soprattutto nelle zone più interne, già individuate come aree industriali . Scanzano e Policoro hanno altre peculiarità e possono puntare su altri settori come il turismo, l’agricoltura e la cultura. Non dimentichiamo che ‘Matera Capitale europea della Cultura 2019’ è una sfida che interessa tutti e potrebbe aprire possibilità enormi per i comuni che ogni anno riescono a captare flussi turistici importanti”.

Terremoto ‘80’, Tancredi e Giordano (Ugl): una ricostruzione mai giunta.



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"Di quel disastroso evento, l’Ugl Basilicata vuole ricordare tanti lavoratori lucani che sono rimasti vittime : così quella data del 23 novembre 1980, della piccola Basilicata, resta tuttora indelebile nel ricordo di tutti”.
È quanto dichiarano i segretari regionali dell’UGL Basilicata, Giovanni Tancredi e Giuseppe Giordano.
“1980 – 2013, trentatre anni di sacrifici, promesse di sviluppo con esito di un fallito sogno industriale: ad oggi, la situazione nell’industria lucana e la percentuale di occupati nel settore la dice lunga sulla scarsa capacità innovativa ed il mancato tentativo di far partire dopo anni il sistema industria. L’intera Regione ha pagato un prezzo altissimo in costo di perdite di vite umane, lavoratori scomparsi e figli orfani che hanno dovuto combattere con un sogno di promesse ed illusioni, nella speranza di uno sviluppo industriale che non si è mai avvertito: troppo lontano – proseguono Giordano e Tancredi – dal vedere qualche opera di ricostruzione industriale terminata, costata pure tantissimi soldi. Soldi che sono stati destinati ad un processo d’industrializzazione che potesse abbinare alla ricostruzione di case soprattutto un virtuoso processo di sviluppo socio-economico, versante su cui il flop è stato ampio e clamorosamente deludente. Per la ricostruzione in Basilicata lo Stato ha stanziato 50.902 mld di lire fino al 1991, 32 in euro fino al 2008 con Finanziarie ad elargire contributi. Alle aziende 3 mila mld di lire. Perché di quel fiume immenso di denaro, che a valori attualizzati ad oggi viene stimato in circa 80 miliardi di euro, è stato fatto un uso non proprio immune da sprechi, accuse e sospetti: dalle prime misure di emergenza (decreto 776 del 1980) è un crescendo di risorse che trovano la base nella legge del 1981 con la quale si stanziano 8.000 miliardi di lire per la ricostruzione. Alla fine, tra mini-norme, rifinanziamenti e proroghe saranno ben 33 gli interventi legislativi previsti. Praticamente impossibile trovare una delle vecchie leggi Finanziarie in cui non fosse previsto un capitolo dedicato alla ricostruzione in Basilicata. Un po’ tutte le aziende che attinsero a piene mani ai fondi statali per ricostruire la Basilicata (i casi specifici delle aree industriali di San Nicola di Melfi, Vitalba e Nerico hanno persino del clamoroso ed incredibile ) sono sparite dalla circolazione. Per lo più se ne sono tornate da dove erano giunte, dall’Italia del nord ed anche dal nord-est del Paese con laudi bottini. Sul campo – continuano gli esponenti UGL – hanno lasciato tantissima delusione e soprattutto una schiera infinita di lavoratori in mobilità. E se non ha ripreso forte a marciare il fenomeno emigrazione è solo perché la crisi industriale ed economica Italiana ha sconsigliato a tanti di lasciare i paesi lucani d’origine. Valutando il tutto – proseguono Giordano e Tancredi – se pur dopo trentatre anni, coraggiosamente ci vorrebbe da parte di tutti, sindacato compreso, una spinta propulsiva affinché la macchina industriale della Basilicata si rimetta in moto creando sviluppo, utili, occupazione in un territorio lasciato decantare al suo destino, dove la politica e le istituzioni non riescono a tutt’oggi a trovare i giusti ed opportuni rimedi ai tanti problemi che attanagliano la ns. regione. Oggi – concludono gli esponenti UGL, Tancredi e Giordano - c'è in qualcuno ancora la speranza che ci si ricordi dei tanti che aspettano una ricostruzione mai giunta, ma soprattutto il desiderio che le parole evidenziate dal compianto Presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini, non debbano tornare a vivere suoi giornali di altre zone del nostro Paese che ancora soffrono, lottano e vogliono giustizia”.

Policoro: chiesta la revoca della delibera sulle nuove tariffe Tares



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IL COMUNE DI POLICORO DEVE REVOCARE L’AUMENTO DELLA TARIFFA PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI
L’Avv. Giovanna Bellizzi ha presentato formale richiesta al Comune di Policoro di revoca della delibera del 13.11.2013 che ha imposto le nuove tariffe Tares in sostituzione della Tarsu.
Il passaggio al nuovo tributo per il servizio di raccolta dei rifiuti comporta un notevole incremento del carico fiscale per i cittadini di Policoro che dovranno pagare a dicembre 2013, una sorta di conguaglio particolarmente gravoso.
In effetti, il passaggio dalla Tarsu alla Tares non sarà indolore sia per le utenze domestiche che per le attività imprenditoriali con aumenti, in alcuni, addirittura sproporzionati.
Tuttavia, il Comune di Policoro aveva la possibilità di deliberare il mantenimento del previgente sistema di prelievo sui rifiuti per il solo anno 2013 e fatto salvo il solo aumento del 0,30 centesimi a metro quadrato da versare allo Stato.
La facoltà di non incrementare la tassa sui rifiuti trova conferma nella legge in virtù di quanto stabilito dall’art. 5 comma 4-quater della Legge 124/2013.
La questione è stata sottoposta anche al Dipartimento delle Finanze che nella sua risposta non ha escluso, per i Comuni, l’esistenza di sistemi alternativi tra di loro e tali da consentire di applicare sia la nuova Tares che la vecchia Tarsu o la Tia 1 o Tia2.
Molti comuni non hanno inteso lasciarsi sfuggire tale possibilità dimostrando così grande sensibilità verso i cittadini , decidendo di non aggravare il già pesante carico fiscale che tutti paghiamo almeno per il solo anno 2013.
E’ per questi motivi che l’Avvocato Giovanna Bellizzi ha presentato formale richiesta di revoca appellandosi al senso di responsabilità dei nostri amministratori che dovranno, in tempi estremamente ristretti, revocare la delibera di aumento.
Confido nella disponibilità del Sindaco e di tutti gli amministratori che già nel mese di maggio accolsero l’invito dell’Avv. Bellizzi di deliberare la suddivisione dell’importo da pagare per la tassa rifiuti 2013 non nelle due rate previste ma in tre come consentito da una normativa entrata in vigore in quel periodo.
Anche in questo caso, come in passato, è necessario cogliere le opportunità che il legislatore consente e, quindi, il Comune di Policoro può e deve revocare la delibera 13.11.2013 dimostrando così attenzione e sensibilità nei confronti dei suoi cittadini.
In un periodo di grande difficoltà economica decidere di non incrementare una tassa così gravosa come quella per la raccolta dei rifiuti è sicuramente un atto dovuto tanto più se è previsto per legge. Avv. Giovanna Bellizzi

Il "bello" oltre lo schifo.

"Ci fanno ridere!" . Questa è l'esclamazione di molti dei quali amano trascorrere ore spensierate presso i diversi cinema e teatri d'Italia, assistendo a diversi spettacoli comici di vario genere.
Pare che la comicità aiuti a non pensare. Gli ottimi risultati d'incasso al botteghino confermano il grande successo del genere comico licenzioso e triviale.
I vari Checco Zalone, Cettolaqualunque, e tanti altri talenti zeligghiani e non, ci raccontano una comicità epidermica, che non approfondisce le tante tematiche trattate, ma che, in larga misura, ci rappresenta.
Cosa racconta, in breve, tale comicità?
E' uno spaccato della nostra società, tecnologicamente molto progredita, consumista,sprecona,schizofrenica, istintiva, primitiva.
Il nostro status dinamico corre sempre più velocemente, ci guida il senso dell'utilità del gesto, del "fare" in movimento, del "tocca e fuggi", dello stare quasi sempre in superficie , percependo, riflettendo e sperimentando a 180°.
E' come se la maggior parte delle persone fosse guidata, in gran parte, dal "senso" del " non senso".
Cosa voglio dire?
L'approccio alla vita , per molti di noi, avviene in modo fin troppo rudimentale, opportunista, materialista.
Tutti stiamo vivendo un nuovo ciclo di vita, molto difficile, un periodo storico che non riusciamo a comprendere bene, nel profondo.
Quanto ci si sofferma ad osservare, a riflettere sui molti problemi che ci attanagliano?
La maggior parte della gente preferisce non pensare troppo allo schifo dei problemi vigenti. Meglio vivere divertendosi e godendo appieno del tempo a nostra disposizione.
Ecco il mutamento antropologico.
Ecco il senso della comicità volgare- neorealista, una comicità cruda, sguaiata, fisiologica, sempre più legata ad un linguaggio esplicito del corpo.
Ecco la fragilità nei riguardi del senso di appartenenza al genere umano , nei riguardi di una vita che si presenta lacerata, devastata , malata, anche a causa di una profonda crisi economica e del grave disastro ambientale.
Chi ci presenta questa comicità volgare è un artista , che prima ancora di essere tale, è anch'egli un uomo.
L'artista , con le sue opere, interpreta una parte della realtà , raccontandoci tante verità. Se vogliamo, l'artista del comico - volgare appare , ai nostri occhi, meno ipocrita rispetto al senso comune moralista, anche politico, ed è soprattutto per questo motivo che piace molto.
Il suo Linguaggio universale e trasversale lo si comprende facilmente, poiché ci rappresenta.
Dunque, serve a ben poco demolire e criticare duramente il suo operato, poiché anche questo modo di fare arte possiede un senso, una valenza.
Il fatto è , che col passare del tempo, l'evoluzione della storia umana non migliora né peggiora soltanto, semplicemente cambia, come energia in movimento.
Il continuo mutamento dei contenuti e dei linguaggi dell'arte fà sì che i messaggi da cogliere siano contenuti nel racconto, nella forma e nello stile di come l'opera si presenta. L'interpretazione del messaggio scaturisce dalla ricchezza del molteplice , da ciò che viene raccontato e da come viene raccontato, dalla complessità degli argomenti tirati in ballo, da ciò che è sottointeso e non rappresentato e dalle domande che ne scaturiscono.
Questa comicità, seppur volgare, piace molto, poiché risveglia la parte più meschina e brutale di tutti noi. E' un'arte trash, alternativa, più diretta, non elegante, non profonda. E' semplicemente un modo diverso, relativo di fare arte, come basarsi su un principio di " similitudine del soggetto", secondo il quale il comportamento del soggetto spettatore si riflette su quello cinematografico, letterario, iperdinamico, osservato.
Poi, ovvio, la volontà di voler assistere ad uno spettacolo di questa portata dipende molto anche dal gusto personale e dalla predisposizione, dallo stato d'animo dello spettatore.
Certo è , che l'autore di tale comicità ci propone un contenuto esiguo, povero...quasi niente, semplicemente vuole trasmettere una miriade , una cozzaglia di messaggi , smorzati da ironia, senza produrre gravi effetti collaterali......un semplice momento di evasione oltre lo schifo.
​​​​​​​​​​​Giovanna Gentile

giovedì 21 novembre 2013

Policoro, D’Amico e Giordano (Ugl): Infiltrazioni d’acqua piovana scuola ‘Papa G. Paolo II’.



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“Altro che computer e I-pad: per prima cosa nelle nostre scuole servirebbe ben altro. Solo un quarto delle scuole è in regola, la manutenzione è ridotta a lumicino, tanto che ad esempio nella metà delle scuole lucane sono stati richiesti interventi strutturali, in certi casi l’ente proprietario non è mai intervenuto. Risultati: lesioni strutturali, distacchi di intonaco, muffe ed infiltrazioni”.
E’ quanto denunciano i segretari dell’Ugl Basilicata, Luigi D’Amico e Pino Giordano per i quali, “Certamente non è nostro intendo procurare falsi allarmismi ma, come evidenziato dal rapporto del centro studi dell’Ugl Basilicata, sulle scuole nel territorio emerge un ritratto poco rassicurante su sicurezza, qualità e comfort: cosa aspettiamo ancora ad affrontare seriamente l’edilizia scolastica? – tuonano forte D’Amico e Giordano -, Tragedie? Una su tutte, è il caso della scuola media Statale ‘Papa Giovanni Paolo II’ di Policoro. Tantissime segnalazioni di genitori, giustamente preoccupati per l’incolumità dei propri figli, sono giunte all’Ugl: riferiscono che i ragazzi si sentono insicuri nell’alloggiare in certe classi del plesso per entrata d’acqua, distacco d’intonaci e pannelli dal controsoffitto ed addirittura, paura per l’acqua che bagna letteralmente i cavi di corrente elettrica ed ancora, far lezione in aule a luce spenta, con muffe, acqua ed umidità in bagni e in palestra. La scuola media di Policoro presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato. Ci rammarica intanto dover segnalare la grave inadempienza in una scuola pubblica in proposito ma noi, – aggiungono Giordano e D’Amico – non sottovalutiamo l’entità del danno. Le risorse economiche per affrontare tali gravità devono trovarsi necessariamente pur consapevoli che, nonostante la Basilicata sia la regione più ricca di giacimenti petroliferi, e con i suoi soli 580 mila abitanti (poco più di un quartiere di Napoli) dovrebbe essere la più sviluppata, di fatto continua a essere tra le più povere e a pagarne le spese sono le prime necessità come interventi sull’edilizia scolastica. Priorità per l’Ugl, deve essere data alla salvaguardia dell’incolumità fisica degli alunni, dei docenti e di tutto il personale in primo luogo e poi, alla non interruzione della attività didattica e di tutto ciò informeremo il Prefetto di Matera. Chiediamo - concludono i segretari dell’Ugl - di conoscere il reale stato della scuola Policorese, chiediamo che siano effettuati controlli periodici ordinari e controlli dopo eventi meteorologici importanti come questi che si è interessati affinché a scuola gli alunni, il corpo docente e non, e i genitori vivano in serenità e tranquillità.”

Legambiente e la festa dell'albero



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Oggi, il Circolo LEGAMBIENTE di Policoro, 21 novembre 2013, nonostante il tempo un po’ variabile, ha dato avvio alla manifestazione nella pineta di Policoro con la celebrazione della FESTA dell’ALBERO 2013.
Erano presenti con cartelloni, canti e poesie gli alunni di ambedue gli istituti comprensivi di Policoro, “L.Milani” e “Giovanni Paolo II”, accompagnati dai docenti e dai genitori, sia della scuola primaria che della secondaria di 1°grado.
Hanno partecipato il sindaco, Rocco Leone, il vice-sindaco, Enrico Bianco, e i consiglieri comunali della città di Policoro, i quali hanno permesso il servizio navetta con gli scuolabus, dalle scuole al lido.
Grazie alla collaborazione delle associazioni “Rotunda Maris”, “Croce D’Oro”e, soprattutto, all’intervento della Provincia di Matera con la messa a dimora delle piante, la manifestazione è ben riuscita ed ha raggiunto l’obiettivo preposto: piantare alberi in pineta per mantenere alta l’attenzione su un patrimonio arboreo di inestimabile valore maltrattato dall’incuria dell’uomo.
Infatti, tanti alberelli sono stati piantati dai ragazzi proprio nel luogo dell’incendio estivo, un modo per non dimenticare ma per operare a favore della natura.

San Giorgio Lucano: Carabinieri a scuola per la legalità. “Incontro” con gli studenti delle medie.



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I Carabinieri della Compagnia di Policoro (MT), nel corso della programmazione degli “incontri “ aventi a tema la legalità, nella mattinata di ieri, 20.11.2013 hanno intrattenuto gli studenti della Scuola Media di San Giorgio Lucano. L’incontro si è svolto nei locali del citato Istituto scolastico alla presenza di tutti i frequentatori, circa 30 (trenta), quasi tutti residenti nel piccolo centro lucano ove già insiste un Comando Stazione Carabinieri.

Nel corso del dibattito organizzato dal Comando della Compagnia Carabinieri di Policoro e reso possibile in forza della disponibilità e dell’elevata collaborazione offerta dalla direzione scolastica, lo scrivente, unitamente al Comandante della Stazione Carabinieri di san Giorgio Lucano, ha trattato diversi argomenti di attualità, che hanno riscosso grande interesse e partecipazione da parte degli studenti. L'incontro rientra nel ciclo di conferenze e dibattiti sulla legalità che i Carabinieri, su tutto il territorio nazionale, tengono nelle scuole, con l'obiettivo di sviluppare un percorso di crescita verso il rispetto del prossimo e prevenire i fenomeni devianti attraverso la diffusione della cultura della legalità negli istituti di istruzione. Erano presenti il dirigente scolastico, Prof.ssa Maria Giovanna CHIORAZZO e la fiduciaria per il plesso di San Giorgio Lucano, Prof.ssa Angela MELE, gli altri insegnanti e i loro collaboratori. In particolare, con l’ausilio di video proiezioni, sono stati illustrati e commentati i pericoli connessi alla circolazione stradale, all’uso delle sostanze stupefacenti e psicotrope, al fenomeno dilagante del bullismo, nonché i rischi connessi all’accesso ad internet e la pedopornografia. L’incontro si è concluso con la trattazione di argomenti di attualità, anche connessi alla realtà del centro lucano e con l’ esposizione di nozioni conoscitive sull’Arma dei Carabinieri (struttura e compiti istituzionali). L’iniziativa, conclusa con positivo riscontro da parte dei partecipanti, si ripeterà in altri Istituti scolastici ubicati nella giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Policoro, per illustrare a tutti gli studenti il significato concreto del concetto di legalità.

Biblioteche, un bene comune



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LE BIBLIOTECHE: UN BENE COMUNE DA TUTELARE.
INCONTRO A CURA DELLA PRO LOCO DI FILIANO
Come l’acqua, le biblioteche sono un indispensabile bene comune che Google non può sostituire. Una società civile ne ha bisogno perché nella crisi sono una risorsa per i cittadini, in particolare quelli più deboli, meno capaci di usare le tecnologie, in difficoltà con il lavoro. Sempre, esse sono una diga contro l'imbarbarimento, un'indispensabile infrastruttura democratica. Questo è il motivo per cui tutti i grandi paesi continuano a costruirne e se ne aprono molte perfino nell'Italia che non legge.
Partendo da questo presupposto la Pro Loco di Filiano, il Comune di Filiano e la Biblioteca comunale di Filiano organizzano un incontro dal titolo “La biblioteca come bene comune”.
L’iniziativa avrò luogo sabato 23 novembre 2013 alle ore 18:00, presso il Centro sociale “Prof. G. Lorusso” in Filiano.
L’incontro è suddiviso in due momenti complementari e sinergici tra loro.
Il primo ha lo scopo di mettere l’accento sul ruolo della biblioteca come risorsa della collettività il cui legame con il territorio è vitale per la sua sopravvivenza. La biblioteca che si apre al territorio, ai suoi bisogni ed ai suoi stimoli offrendo spazi e cercando sinergie. Biblioteca come bene comune, appunto.
Nel secondo sarà presentato il Fondo librario “Luciano Stolfi”. Se i libri si lasciano dormire, essi dormono e non parlano ma se si dà loro la dovuta considerazione i libri parlano e sanno dire molto, anzi tutto. Con questo spirito i familiari del defunto Luciano Stolfi – docente e socio della Deputazione di Storia Patria della Basilicata – hanno donato i volumi e le riviste della sua biblioteca personale alla Biblioteca comunale di Filiano, che già ricca di oltre seimila volumi, si è arricchita con questa donazione di oltre duemila libri.
L’incontro sarà aperto dall’introduzione del curatore dell’iniziativa, Vito Sabia.
Ai saluti del Presidente della Pro Loco di Filiano, Vito Filippi, e del Sindaco di Filiano, Giuseppe Nella, seguiranno gli interventi di: Giusi Macchia, archivista che ha curato la catalogazione del Fondo librario “Luciano Stolfi”, Giovanni Battista Bochicchio, assessore alla cultura di Filiano, Antonietta Claps, dirigente dell’Ufficio Cultura della Regione Basilicata che parlerà del Polo SBN Basilicata, a cui aderisce la Biblioteca comunale di Filiano e nel quale saranno inseriti tutti i volumi del fondo “Luciano Stolfi”.
Le conclusioni saranno affidate al prof. Antonio Lerra, Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Lucania.
Sono previsti anche brevi interventi di familiari ed amici di Luciano Stolfi.
Durante l’incontro, Vito Stolfi ufficializzerà con il sindaco Nella l’atto di donazione alla Biblioteca Comunale di Filiano dei volumi personali del fratello Luciano Stolfi.
L’iniziativa è patrocinata - oltre che dalla Regione Basilicata – dall’UNPLI Basilicata, in quanto si inserisce nel contesto del progetto di Servizio Civile nazionale UNPLI per l’anno 2014. Il progetto denominato “Basilicata: mosaico di arte, cultura e natura da leggere e raccontare” vuole intervenire nell’ampio programma di sostegno, riscoperta e rinascita del territorio lucano, attraverso lo strumento privilegiato di analisi, di riscoperta, di stimolo al rinnovamento e risveglio storico-culturale che è il patrimonio documentario già depositato e conservato nelle biblioteche, nonché il patrimonio librario e documentario invisibile ossia non ancora messo a disposizione della comunità.