sabato 21 gennaio 2017

Read on UNIBAS - Petrolio al posto della sostenibilità e delle economie locali ?

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Dopo i righelli, le matite colorate, i testi distribuiti agli scolari in Val d’Agri dalle compagnie petrolifere, ora arrivano i corsi innovativi di lingua inglese all’UNIBAS. Questi ultimi sponsorizzati dalle istituzioni britanniche e dalla Shell con la partecipazione del governatore Pittella.

http://www.regione.basilicata.it/giunta/site/giunta/detail.jsp?otype=1012&id=3023440&value=regione

Ci chiediamo: c’era proprio bisogno di questo sforzo culturale nella nostra regione?

All’indomani proprio di nuove istanze di ricerche Shell in Basilicata e in Campania? Vedi le istanze Monte Cavallo, La Cerasa, Pignola che vanno oltre il perimetro dei famosi 150.000 barili sulle concessioni Val d’Agri e Tempa Rossa/Gorgoglione su cui si era trincerato lo stesso Pittella contro la volontà delle popolazioni lucane di non trivellare il territorio.

La stessa regione che nel ridimensionare gli ospedali pensa alle facoltà di medicina in inglese e lascia aperte le porte dei nostri territori (vedi le istanze nel Vallo di Diano e nel Metapontino) alle multinazionali del fossile ?

Perché nell’Università della Basilicata non sentiamo parlare con i CEO delle multinazionali di Innovazione, sostenibilità, energia rinnovabile, nuovi materiali, nuove sfide ambientali, tecnologie pulite e durevoli con materiali innovativi? L'università non può assecondare un futuro basato sul fossile in Basilicata esauribile e con impatti ambientali per la Basilicata che si sono rilevati significativi sotto tutti i punti di vista. Soprattutto quelli economici certificati dai dati Istat e Svimez .Le vere sfide per l'università sono di far prevalere una formazione rispettosa dei valori dei territori ,delle comunità ,sulla sostenibilità , della storia di questi luoghi e non quelle di fare promozione con i corsi d’inglese a interessi delle multinazionali del petrolio.

Si certo l’inglese potrebbe aiutarci a vendere i nostri prodotti all’estero, ma quali prodotti ? Se proprio in quella della Val d’Agri (area di estrazioni petrolifere) per l’Istat hanno chiuso in 10 anni circa il 60% delle aziende agricole nei prodotti di  qualità ?

Ci auguriamo che l’UNIBAS promuova un corso di economia sul bene acqua di cui è ricca la nostra Basilicata e che soddisfa e crea economia a ben 4 regioni .Abbiamo già la tabellina pitagorica che ci ha lasciato il grande Pitagora (che fondò la prima università di matematica del mondo a Metaponto),per farci capire con numeri che c’è bisogno di formazione per lo sviluppo delle economie locali e nell'innovazione . Formazione per attività e nuove professioni nel lungo termine ,sostenibili, durature e non a termine come nelle attività petrolifere. I numeri su barili, rifiuti e nuove ricerche petrolifere cozzano con le produzioni agricole, turistiche, culturali, come dimostrano i dati Istat e Svimez proprio in Val d’Agri, mentre cresce l’emigrazione che impedisce lo sviluppo.

Puzza di uova marce a Trivellopoli

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Le immagini dello scorso 14 dicembre provenienti da Viggiano, che raffiguravano una densa colonna di fumo nero innalzarsi dai camini del Centro Oli ENI, riproposero nuovamente il problema dell’impatto ambientale dell’impianto sulla popolazione e il territorio circostante.


Le accomodanti scuse preconfezionate dell’ufficio stampa di ENI erano ovviamente tutte improntate alla tranquillizzazione e rassicurazione sul rispetto da parte del “cane a 6 zampe” dei parametri della qualità dell’aria imposti dalle vigenti normative.


Quasi a voler fare un regalo natalizio l’ENI chiosava: “Come si evince dal verbale ARPAB, i rilievi effettuati immediatamente dopo la fumata non hanno registrato alcuna anomalia nei parametri di qualità dell’aria, in modo particolare nei valori dell’H2S, e hanno escluso anche la presenza di fenomeni odorigeni.”


Sono proprio i dati rilevati dall’A.R.P.A.B.  per il monitoraggio dell'idrogeno solforato (H2S) in Val d'Agri - (periodo 8/11/16 -  22/12/16) a smentire le rassicurazioni del cane a sei zampe.


La soglia O.M.S. (Organizzazione mondiale della Sanità) di 7µg/m3 stabilita per gli odori molesti è stata superata in 2 località nel periodo di monitoraggio: 7,4 µg/m3 in pieno centro a Viggiano (dal 06/12/16 al 22/12/16)  e 15,4 µg/m3 nella zona industriale (dal 16/12/16 al 22/12/16)


Per il periodo della fumata nera sembra sia stata fatta una rilevazione a parte che riporta valori molto bassi rispetto ai limiti OMS. Fenomeni a sei zampe verrebbe da dire!


Resta il fatto che i cittadini della valle si sono inebriati del cattivo odore di uova marce che caratterizza l’emissione di idrogeno solforato.


Forse l’assessore Pietrantuono dovrebbe aggiungere anche questo punto alla relazione che il Consiglio Regionale aspetta ormai da 5 mesi. Fino ad ora, la sola comunicazione in merito è stata quella del presidente Mollica, che lo scorso novembre rispondeva alle nostre sollecitazioni, facendo riferimento all’impossibilità di affrontare la discussione, causa la carenza di documentazione.


Nel frattempo è il Centro Oli, con le varie sfumature di colori che fuoriescono dalle ciminiere a sei zampe, a comunicarci che, nonostante qualcuno dia l'impressione di voler ridimensionare il ciclone Trivellopoli, di motivi per intavolare una seria discussione in Consiglio sulla questione trivelle, ce ne sono ogni giorno di nuovi.


 

Gianni Perrino


Portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale


 

Ugl scuola Basilicata:“Dirigenti scolastici, impegni e responsabilità, ma quale stipendio?”

 

“Il preside sceriffo non esiste più. I suoi tanto discussi poteri di scelta tramite chiamata diretta (già ampiamente ridotti con la cosiddetta chiamata per curriculum) sono stati sconfessati dal nuovo accordo per la mobilità dei docenti. Cosa resta? Figure sovraccariche di impegni e responsabilità, sicuramente non conformi all'esiguo stipendio che viene loro riconosciuto”.

E’ quanto emerso nel direttivo provinciale dell’Ugl Scuola Matera presieduto dal segretario regionale Ugl Scuola Basilicata, prof. Francesco Prillo e alla presenza del segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano.

Per l’Ugl, “in tutto questo carico di impegno c'è una gestione amministrativa che richiede competenze di vario genere, mentre i loro sono profili con laurea specifica che si trovano ad assumere responsabilità su complesse questioni giuridiche, amministrative, di gestione, di tutele sindacali, sicurezza, conservazione degli immobili e dei beni, tutela dei minori, per non parlare delle ovvie competenze di pedagogia - ma spesso anche di psicologia - che sono richieste. Ebbene – ha aggiunto Prillo -, in tutto questo i Dirigenti sono letteralmente lasciati soli, senza figure qualificate al loro fianco. Per non parlare, poi, degli orari di lavoro, che si prolungano all'infinito per coloro che ritengono di dover svolgere al meglio il proprio compito e che non vedono in alcun modo riconosciuto questo surplus di impegno. In una scuola che doveva diventare quella della valutazione, dopo lo smantellamento in atto della Legge 107, di fatto i Dirigenti Scolastici rimangono l'unico pezzo del sistema soggetto a valutazione. L’Ugl sostiene  giusto che rispondano del proprio operato, ma si guardi anche alla loro busta paga, che molti non conoscono: quella dei Dirigenti neoassunti – ha concluso il segretario regionale, Prillo - fa quasi sorridere in rapporto al carico di responsabilità e alla mole di lavoro di questi manager, la cui retribuzione non è neppure lontanamente paragonabile a quella di altri manager del settore pubblico e sono esclusi dalla Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA) calcolata sulla base dell’anzianità maturata nella carriera direttiva. La legge 107/2015 – ha affermato Giordano – doveva incrementato il Fondo Unico per la retribuzione di risultato e posizione dei dirigenti in modo permanente di 26 milioni (lordo dipendente) a decorrere dal 2016 ma ad oggi, senza nulla di fatto. A questo punto, l’Ugl rivolge un appello al sottosegretario all’Istruzione, Vito De Filippo affinchè – conclude Giordano – vigili su quanto accade su questi lavoratori e possano essere rivalutati per non farli sentire lavoratori di serie B”.

 

Potenza lì; 20 gennaio 2017.

 

Ufficio Stampa Ugl Basilicata

venerdì 20 gennaio 2017

Sismicità indotta e attività petrolifere

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CANONI IRRIGUI METAPONTINO: CASTELLUCCIO, CANCELLARE NUOVO TRIBUTO

 

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Martina facendo il bilancio delle misure di interesse agricolo contenute nella Legge di Stabilità 2016 ha affermato che la pressione tributaria sulle aziende agricole è stata tagliata di oltre il 25%. Sempre in attesa che il dato da semplice “spot” sia spiegato in dettaglio e in tutti i suoi aspetti, evidentemente il Ministro dimentica di conteggiare il contributo da versare all'Eipli da parte del Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto. Contributo di 15 milioni di euro per gli anni che vanno dal 2011 al 2016 che il Consorzio intende scaricare sugli utenti.

E’ quanto sostiene il vice presidente del Consiglio Regionale Paolo Castelluccio (Fi) esprimendo sostegno e condivisione alle iniziative di mobilitazione degli agricoltori del Metapontino avviate grazie all’azione dell'ex sindaco ed attuale consigliere comunale Enzo Devincenzis che nei giorni scorsi ha prodotto una riunione di sindaci ed amministratori locali. L’obiettivo di Devincenzis che risale al 2013 e che ho condiviso da allora – aggiunge Castelluccio – è la cancellazione del tributo consortile che aggraverebbe la situazione pesantissima di indebitamento delle aziende agricole dovuta ad un’altissima tassazione, vale a dire l’esatto contrario di quanto dice il Ministro Martina. Inoltre le prime settimane di gennaio hanno segnato danni ingenti e ancora da quantificare alle colture pregiate e la distruzione di strutture aziendali che la sola richiesta di dichiarazione di calamità naturale non è in grado di alleviare se non accompagnata da altre misure tra cui la sospensione di ogni tassa e tributo a carico dei titolari di aziende a cominciare dalla cancellazione del contributo EIPLI, che farebbe immediatamente risparmiare agli agricoltori colpiti i 150 euro per ettaro per il 2016.
Secondo il vice presidente del Consiglio Regionale bisogna trovare soluzioni politiche e normative e non certo limitarsi ad attendere la pronuncia del Tar sulla impugnativa del Consorzio avverso le cartelle esattoriali dell’ente irrigazione. E’ in programma in Terza Commissione una nuova audizione del commissario del Consorzio di Bonifica unico Musacchio. Sarà questa l’occasione per affrontare prima con lui e poi con la Giunta Pittella tutti i passaggi da compiere rendendo possibile l’individuazione di misure che mettano fine alla logica di scaricare sul mondo agricolo i problemi finanziari degli enti consortili, nello specifico sui conduttori diretti ed affittuari ricadenti nel comprensorio del Consorzio Bradano-Metaponto. Dalla Giunta Pittella – continua – abbiamo il diritto di conoscere lo stato attuativo dell’accordo di programma quadro con la Regione Puglia e quanto hanno versato la Regione Puglia e l’Acquedotto Pugliese nostri debitori.

Noi – conclude Castelluccio – ci rifiutiamo all’idea che l’agricoltura lucana sia destinata al fallimento. Se non fosse per il sacrificio quotidiano di piccoli imprenditori che, in mancanza di servizi di assistenza tecnica e di marketing, sostituendosi alla Regione e alle aziende e società partecipate, fanno tutto in proprio – aggiunge – non sarebbe possibile il miracolo dell’export dei prodotti agricoli di qualità specie dal Metapontino che grazie alle produzioni di qualità supera quello delle auto prodotte a Melfi. E’ una battaglia impari anche perchè – continua Castelluccio – i costi aziendali crescono continuamente al pari del peso fiscale nonostante l’ottimismo del Ministro Martina”.

DERIVATI : LE SOLUZIONI PERCORSE DA ALTRE REGIONI E COMUNI

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Di fronte all’immobilismo della Regione Basilicata sulle costanti perdite conseguenziali ai contratti dei “Derivati”, altri Enti  - Regioni e Comuni hanno invece cercato una strada per giungere ad una soluzione .

Analizziamo i casi della Regione Piemonte e del Comune di Prato.

La Regione Piemonte aveva proceduto all’emissione di due prestiti obbligazionari, alle quali era stata affiancata la stipula di contratti derivati come previsti dalla normativa vigente (art. 41, comma 2, L. 28 dicembre 2001 n. 448).Successivamente la Regione aveva maturato la convinzione dell’illegittimità dei contratti derivati posti in essere, per violazione sotto diversi profili della normativa vigente, per l’inidoneità a realizzare un contenimento del costo dell’indebitamento e quindi a coprire il rischio, per l’esistenza di costi impliciti e la violazione da parte delle banche degli obblighi di corretta e completa informazione, con pregiudizio dell’interesse pubblico ad evitare ulteriori esborsi fortemente lesivi dell’equilibrio finanziario regionale, prevalente sul sacrificio imposto alle banche.Su dette basi, la Regione procedeva quindi, in via di autotutela, all’annullamento d’ufficio degli stessi contratti derivati .Uno degli istituti bancari incaricato del collocamento del prestito, con cui erano stati stipulati i contratti derivati, impugnava allora gli atti di autotutela davanti al TAR del Piemonte, deducendo una serie di illegittimità ed inoltre la nullità degli atti adottati per carenza assoluta di potere e la loro inidoneità a determinare la caducazione degli effetti contrattuali. Con sentenza di primo grado, il TAR del Piemonte affermava il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, ritenendo che l’Amministrazione non disponesse del potere di procedere all’annullamento in autotutela, in quanto il petitum sostanziale emergente dagli atti portava a concludere nel senso della natura privatistica del rapporto controverso.La Regione Piemonte  appellava la decisione del TAR avanti la Sezione V del Consiglio di Stato, la quale, valutata la possibilità di contrasti giurisprudenziali e la rilevanza anche economica della questione di giurisdizione, ne  rimetteva l’esame all’Adunanza Plenaria. Con la sentenza in oggetto, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, per le ragioni di seguito esposte, riconosceva l’infondatezza dell’appello della Regione Piemonte e confermava la sentenza appellata.Lo scopo dell’annullamento dei contratti in questione, a carico dei quali la Regione aveva ravvisato, secondo gli esiti di apposita consulenza, molteplici cause di illegittimità, doveva essere perseguito, dice il Collegio, tenendo conto della natura privatistica degli atti di cui assume l’invalidità e della conseguente posizione paritaria rivestita dall’ente pubblico che si sia vincolato contrattualmente al soggetto privato (art. 1, comma 1-bis l. n. 241 del 1990).La Regione, invece, ha ritenuto di poter perseguire lo stesso scopo annullando –in parte qua- la deliberazione, puntando sull’effetto caducante (o viziante) che può prodursi a carico del contratto per effetto dell’annullamento dell’atto presupposto. Ma, prosegue e sottolinea l’Adunanza Plenaria, affinché tale scelta risultasse praticabile occorreva che l’atto presupposto assumesse il carattere dell’atto realmente prodromico rispetto alla successiva contrattazione, ossia si configurasse come determinazione autoritativa procedimentalizzata e riferita ai contenuti essenziali dell’operazione da porre in essere.Quindi, argomentando a contrario sulla motivazione della sentenza dell’adunanza Plenaria, per il Consiglio di Stato la decisione della Regione Piemonte, diretta espressione dell’esercizio di potere di autotutela non fa venire meno l’interesse a impugnare davanti al giudice amministrativo gli atti amministrativi prodromici di un negozio privato, atteso che il loro annullamento produce un effetto viziante del negozio a valle. Di qui la conseguente possibilità di: azionare rimedi risarcitori, impugnare il negozio davanti al giudice ordinario, chiedere all’amministrazione l’ottemperanza al giudicato amministrativo e, in caso di perdurante inottemperanza, adire il giudice amministrativo che in sede di ottemperanza può intervenire sulla sorte del contratto.Vi è da chiedersi se il procedimento di formazione degli atti prodromici alla stipula dei contratti  derivati per la Regione Basilicata è esente da vizi?E se con attenta analisi degli stessi si potrebbe percorrere una prima via in autotutela come per la Regione Piemonte.Qualcuno potrebbe in tal caso eccepire il fatto che la successiva competenza a dichiarare la nullità del contratto spetterebbe ad un foro non italiano. Bene , vediamo nel caso del Comune di Prato cosa è accaduto.Con la sentenza depositata il 29 giugno scorso  in relazione al caso n. 1456/2010, l’Alta Corte di Londra ha statuito che i contratti derivati stipulati tra Dexia Crediop e il Comune di Prato sono nulli in quanto la documentazione contrattuale non contemplava la facoltà di recesso in capo al Comune di Prato nei sette giorni successivi alla stipula. La previsione di questa facoltà era imposta dall’art. 30, comma 7, del D. Lgs. 58/98 (il Testo Unico della Finanza, TUF). Ad avviso dell’Alta Corte di Londra l’art. 30, comma 7, costituisce una norma imperativa inderogabile dalle parti, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Convenzione di Roma sulle obbligazioni contrattuali, indipendentemente dal fatto che le parti abbiano scelto di assoggettare i contratti alla legge inglese, utilizzando i relativi modelli contrattuali predisposti dall’ISDA. E’ questo il plesso motivazionale da cui discende la nullità dei sei contratti swap oggetto della disputa.Orbene, per il giudice inglese, la sottoscrizione dei contratti derivati tra il Comune di Prato e Dexia è avvenuta in esito ad una attività di offerta fuori sede degli stessi da parte della banca. In presenza di detto presupposto di fatto (la sollecitazione, per usare i termini della Suprema Corte, svolta dalla banca nei confronti del cliente a sottoscrivere i contratti) nonchè della natura di operatore non qualificato del Comune (circostanza altrettanto essenziale perché trovi applicazione lo ius poenitendi ed accertata ad hoc dal giudice inglese), deve inderogabilmente applicarsi l’art. 30 comma 7 del TUF e la sanzione che la legge italiana (per come interpretata da Cassazione SS.UU. 13905/2013) prevede in caso di omessa previsione della ius poenitendi in capo al Comune di Prato: il cliente (ovvero il Comune nel caso di specie) può sempre far valere la nullità dei contratti.

Orbene due casi e due strade eventualmente da intraprendere per la Regione Basilicata.Due suggerimenti utili per quegli addetti ai lavori e consulenti incaricati allo studio della questione e degli atti che purtroppo la scrivente, avvocato, non può esaminare.

Dina Sileo

Il Comune di Pisticci chiederà rimborso delle entrate erariali decurtate: "Ci avvarremo delle sentenza della Corte Costituzionale"

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Il Comune di Pisticci presenterà al Ministero delle Economie e delle Finanze e al Ministero dell'Interno istanza per ottenere il diritto al rimborso delle entrate erariali decurtate in sede di riparto del Fondo Sperimentale di riequilibrio del Fondo Perequativo per l'anno 2013. E' quanto si evince dalla delibera di Giunta n. 54\2017 che autorizza il Sindaco a chiedere il rimborso: "Nel 2013 il D.L. 95\2012 (cd. Spending Review) prevedeva la riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio del Fondo Perequativo e dei trasferimenti erariali ai Comuni per un importo complessivo pari a 2,25 miliardi di euro, ripartiti tra gli enti locali in base alle quote di spese sostenute per i consumi intermedi - spiega il Sindaco Viviana Verri - La sentenza della Corte Costituzionale n. 129\2016 sancisce tuttavia l'illegittimità di tali prelievi per l'assenza di forme di coinvolgimento dei Comuni interessati e per la mancata indicazione di un termine per l’adozione del decreto di natura non regolamentare del Ministero dell’Interno. In virtù della pronuncia della Consulta, il nostro Comune chiederà il rimborso integrale delle somme illegittimamente sottratte alle casse dell'ente, ossia 358.152 euro".

Congresso provinciale US Acli Matera: “Lo sport che vogliamo…educativo e partecipato!”

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L'Unione Sportiva Acli di Matera organizza il IX  congresso provinciale, che si svolgerà Domenica 22 Gennaio dalle ore 17.30 presso  la parrocchia San Giovanni Bosco a Marconia di Pisticci. L'appuntamento istituzionale previsto, che  ricorre ogni quattro anni,  sarà l’ occasione per il  rinnovo delle cariche dirigenziali e sarà anche un momento di verifica del percorso intrapreso fino ad oggi e di impegno e progettualità per il quadriennio futuro.

L’Usacli provinciale, che supera i 1.800 tesserati, rappresenta una realtà consolidata nel mondo dello sport del Metapontino e della nostra provincia.

Il tema congressuale "Lo sport che vogliamo" che è una messa a fuoco dell’importanza e della centralità delle attività sportive, ma anche una sottolineatura forte di una US Acli che nello sport e attraverso lo sport cura la relazione prima ancora del dato tecnico, favorisce l’inclusione, la socialità, il rispetto della differenza, contribuisce a contrastare l’isolamento e l’emarginazione; aiuta a prevenire il disagio giovanile; promuove la salute e la qualità della vita delle persone. L’ente in questi anni si è caratterizzato, tra le tante iniziative e campionati organizzati, per l’attenzione rivolta alle fasce deboli, immigrati, anziani e ai giovani.

Il congresso rinnoverà la classe dirigente e il candidato a ricoprire la carica di presidente provinciale, per i prossimi 4 anni, è Carmelo Mennone, dirigente della Polisportiva San Giovanni Bosco di Marconia,  che dovrà continuare e incrementare il lavoro dell’uscente Giulia Capalbi. Una squadra con nuovi dirigenti e nuove figure è quella che sta per insediarsi il prossimo 22 Gennaio. Saranno eletti i delegati al congresso regionale programmato per il prossimo 26 Febbraio e al congresso nazionale programmato dal 24 al 26 marzo a Roma.

 

“La mia attenzione, assieme al nuovo comitato provinciale, sarà rivolta al perfezionamento del programma già iniziato dai miei predecessori, che hanno saputo in questi anni applicare egregiamente i sani valori dello sport in ogni attività promossa sul territorio con risultati eccellenti. Mi concentrerò sia sulle discipline più popolari che su quelle meno note, che negli ultimi anni hanno visto una crescita importante e completano le discipline sportive praticabili”, così ha chiosato il candidato alla presidenza Carmelo Mennone.

Le associazioni affiliate, le autorità e la cittadinanza sono invitati a partecipare.

giovedì 13 ottobre 2016

M5S SCANZANO: DEI RIFIUTI SI SONO PERSE LE TRACCE

 

Purtroppo ad oggi ancora non sappiamo come sarà gestita la raccolta rifiuti.

Noi cittadini, a parte qualche annuncio del Sindaco, che ci dice che stanno lavorando per redigere il bando, dei rifiuti abbiamo perso le tracce, o almeno della raccolta perché di rifiuti ne vediamo.

Intanto i cittadini pagano la TARI, ma il servizio è rimasto quello antiquato della raccolta indifferenziata.

Come M5S abbiamo chiesto, prot. 7608 del 27 giugno 2016, di istituire una Commissione per costituire un gruppo di lavoro condiviso con l’ obiettivo di  dare un contributo propositivo alla redazione del bando, a garantire il monitoraggio  sulla gestione dei rifiuti nella nostra comunità abbandonata a se stessa.

Ci hanno risposto che i tempi per creare la Commissione erano troppo lunghi e non si poteva perdere tempo; ad oggi però di tempo se n’è perso tanto e intanto sul tema dei rifiuti nelle stanze Comunali si gioca al gioco del silenzio.

In un incontro, l’Assessore ai rifiuti si è detto disponibile a dialogare e a recepire tutti i suggerimenti, però ricordiamo all’Assessore che non si può fare una politica da bar, per questo le Minoranze della giunta devono poter interloquire anche attraverso gli strumenti amministrativi riconosciuti, come le commissioni, per proporre alla collettività un progetto completo e  lungimirante, pensiamo alla Raccolta dei Rifiuti Puntuale che si paga in base a quanto si produce.

Sembra che questa amministrazione porta avanti una politica autoreferenziale, dicendosi aperta a tutti, eppure con i fatti si chiude in una gestione della cosa pubblica come una casa di proprietà, guarda caso proprio ciò che veniva imputato all’Amministrazione precedente quando all’opposizione c’erano gli attuali amministratori.

Noi rinnoviamo l’ invito a prendere in considerazione l’istituzione della Commissione sui rifiuti, che rappresenta una delle voci più importanti del bilancio comunale, con l’ auspicio che si dia modo alle opposizioni di dare il proprio contributo per il miglioramento del servizio nel nostro Comune e per il bene dei cittadini.

M5S Scanzano

mercoledì 12 ottobre 2016

Card Carburante

“ Chiedo un’attenzione particolare su caso dei 338 mila patentati lucani in attesa da oltre un anno dell’accredito della quarta e ultima trance del bonus idrocarburi riferita al fondo 2012 pari ad oltre 93 milioni di euro. Ho contribuito, insieme ad altri colleghi, all’istituzione del fondo per la riduzione del prezzo del carburante che attraverso la card carburante ha portato all’ emissione delle carte prepagate da parte di Poste Italiane”. E’ quanto scrive l’on. Cosimo Latronico (Cor) in una lettera inviata all’amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane, Francesco Caio. “ Le chiedo pertanto di avere notizie sui tempi di erogazione delle somme ai beneficiari dopo i numerosi ritardi dovuti ad una serie di circostanze e inspiegabili lungaggini burocratiche quali la mancanza di liquidità, la lentezza nell’acquisizione dei dati reddituali, ma anche per i ritardi da parte di Poste italiane nel rilascio delle carte di pagamento per il quarto bonus idrocarburi richieste dai nuovi aventi diritto nel 2014”. 

Potenza 12 ottobre 2016